lunedì 12 ottobre 2009

«Il padre di Furia ucciso per vendetta



Ciro Sarno “’o sindaco” conosce tanto e i
pubblici ministeri della Direzione distrettuale
antimafia di Napoli lo sanno bene e lo ascoltano
quasi ogni giorno. Il 15 settembre, meno
di un mese fa, ha rilasciato una serie di
dichiarazioni sugli anni Novanta quando a
Ponticelli il territorio era diviso tra i Sarno alleati
ai Cuccaro-Aprea-Alberto e i Minichini,
Norcaro. Ed è in questo contesto che secondo
Ciro Sarno maturò l’omicidio del padre di
Vincenzo Furia, un imprenditore legato a
doppio filo al clan Sarno. Ecco cosa dice Ciro
“’o sindaco”. «Stavo per aprire una ditta
di calcestruzzo e avevo intenzione di aprirla
in società proprio con Vincenzo Furia, con il
quale i rapporti si strinsero a tal punto che
egli, qualche tempo dopo, come spiegherò,
non esitò a chiedermi un appoggio elettorale nell’interesse di Alfredo
Vito e Dino Bargi, candidati nelle file della Dc rispettivamente alla Camera
dei Deputati e al Senato della Repubblica. È proprio in questo
contesto che maturò l’omicidio del padre di Vincenzo Furia che fu in
realtà una ritorsione dei Norcaro e dei Minichini contro di noi, vale a dire
i Sarno ed i Cuccaro-Aprea-Alberto a cui Vincenzo Furia si era legato
».
Una vendetta dunque dei clan nemici che mal digerivano quell’affronto
anche perché pare che Furia, che va assolutamente
considerato innocente fino a
prova contraria, gestisse molti affari per conto
della cosca. Ecco Ciro Sarno nello specifico
cosa racconta ai pubblici ministeri della
Dda di Napoli, Enzo D’Onofrio e Stefania
Castaldi. «Agli inizi degli anni ‘90, il padre
di Vincenzo Furia, imprenditore anche’egli
con sede a Barra, era una delle tante vittime
del clan Norcaro, a cui corrispondeva un
tributo periodico in percentuale sui lavori
che realizzava sui territori di Barra e Ponticelli.
All’epoca egli già operava insieme al
figlio Vincenzo. Io venni in contatto con costoro
ed allacciai i rapporti soprattutto con
quest’ultimo quando rompemmo con i Norcaro
ed acquisimmo il controllo del territorio
di Ponticelli. Con Vincenzo Furia feci un
discorso molto chiaro, che preludeva ad una
futura società tra noi nel settore del calcestruzzo: io avrei garantito alla
sua impresa l’acquisizione di tutti i lavori più importanti sul territorio
da me controllato, ed egli, dal suo canto, mi avrebbe garantito una
percentuale sui suoi profitti. Bisogna comunque tener presente che all’epoca
sull’area di Ponticelli vi erano anche altri due imprenditori che
corrispondevano una quota al mio clan, Alfonso Guarracino, che si occupava
però di piccole cose e Vincenzo Romano, titolare della Procal»,
ha concluso Ciro Sarno.