sabato 10 ottobre 2009

Le mani dei Licciardi sul Veneto


Aveva messo su un vero e proprio impero economico sul versante veneto del lago di Garda riciclando in appartamenti e ville i proventi dell’usura e delle estorsioni. Ma i suoi business illegali sono entrati nel mirino della Dia di Padova che già aveva sequestrato, lo scorso anno, beni immobili (appartamenti e una lussuosa villa con piscina sul lago di Garda) per un valore di oltre tre milioni di euro. L’altro giorno le manette sono scattate ai polsi del 54enne Ciro Cardo, piccolo pregiudicato, cognato del padrino di Secondigliano Pietro Licciardi detto “Pierino ‘o fantasma”, grane riciclatore dell’Alleanza di Secondigliano. In carcere anche Egidio Longo, un socio di Cardo, mentre Salvatore Longo è riuscito a sfuggire alla cattura ed è latitante. Nell’inchiesta “Benaco” compaiono anche altri indagati, tutti veneti.