sabato 10 ottobre 2009

Morta in auto, a giudizio Pagano jr



Finirà sotto processo con l’accusa di omicidio colposo. È stato infatti rinviato
a giudizio Carmine Pagano, 24 anni, di Scampia, nipote del padrino
Cesare, entrambi latitanti dopo il maxiblitz contro il clan Amato-Pagano.
Il giovane è accusato di aver ucciso Viviana Minale, la 23enne morta sul
colpo nel tunnel di Capodimonte della Tangenziale nel corso di un drammatico
incidente automobilistico.
Il giovane incensurato, difeso dall’avvocato Luigi Senese, non rispose alle
domande degli investigatori della Polizia Stradale, guidati dal sostituto
commissario Fulvio Papa, ma si è limitato a dire che era dispiaciuto per
quello che è successo a Viviana, una sua carissima amica. Tramite il difensore
di fiducia, l'avvocato Luigi Senese, Pagano faceva sapere che la sera
dell'incidente non era sotto l'effetto né di alcol né di stupefacenti e che
si è trattato di una tragica fatalità. E sì perché a bordo della Smart guidata
da Pagano, Viviana era l'unica a non indossare la cintura di sicurezza,
essendo la piccola vettura omologata per due persone e loro erano in tre.
La 23enne era seduta in mezzo tra Pagano e un altro ragazzo e quando
l'auto si è schiantata contro il muro della galleria è stata scaraventata fuori
dal finestrino e la vettura ancora in corsa le ha schiacciato la testa stroncandola
sul colpo. È molto probabile, secondo gli investigatori della polizia
stradale che hanno effettuato le indagini, che Pagano procedesse a velocità
sostenuta perché i tre ragazzi, usciti da una discoteca stavano andando
verso un altro locale notturno, e che fosse distratto quando ha perso
il controllo della Smart, che dopo l'urto si è quasi capovolta. Poi Pagano,
resosi conto di quello che era successo, sconvolto, ha lasciato l'amico
vicino al cadavere della ragazza ed è scappato facendo perdere le tracce
per due giorni e consegnandosi due giorni dopo.