venerdì 30 ottobre 2009

Rinviati a giudizio i fratelli calzone


Le accuse dei pentiti li hanno davvero incastrati. E i racconti dei
collaboratori di giustizia evidentemente sono risultati così
convincenti che alla fine è stato deciso per il rinvio a giudizio: i
fratelli Carmine e Rito Calzone, indagati per omicidio,
sono stati rinviati a giudizio e il prossimo 9 dicembre dovranno
comparire dinanzi alla IV Assise. Per i due fratelli era anche stato
chiesto il carcere duro: lo aveva stabilito non molto tempo fa il
ministro della Giustizia Angelino Alfano, dopo aver ricevuto la
relazione della Procura antimafia di Napoli. I due sono considerati
fedelissimi di Cesare Pagano: i due sono infatti entrambi indagati
per l’omicidio di Antonio Pitirollo, incastrati come sono stati non
solo dalle accuse dei pentiti, ma anche dalle intercettazioni
telefoniche e ambientali e dalle indagini. I due ras di Secondigliano
sono stati riconosciuti e accusati da più parti. Carmine “’a golia” in
particolare fu riconosciuto da un sottufficiale della Guardia di
Finanza come uno degli esecutori materiali dell'omicidio di Pitirollo,
cugino dei De Lucia e quindi vicino ai Di Lauro. Secondo i testimoni
oculari l’uomo era assieme al fratello Rito detto “’o pisano”,
elemento di primissimo piano degli scissionisti quando
ammazzarono il rivale davanti ad un ufficio postale, dove era in fila,
per l’appunto, il maresciallo delle Fiamme gialle che li riconobbe
incastrandoli. D’altro canto i i fratelli Calzone erano già noti alle
divise che bene conoscono i mali
di Napoli, e anche perché sono
diversi i pentiti che hanno
parlato del loro ruolo all'interno
della cosca degli Amato-Pagano.
In particolare, di Carmine
Calzone hanno parlato i
collaboratori di giustizia Andrea
Parolisi, Gaetano Conte e
Giovanni Piana. Adesso toccherà
a Luigi e Saverio Senese, Claudio
D’Avino e Cerabona difendere i
due fratelli dalle accuse.