venerdì 30 ottobre 2009

«Un aiuto per inchiodare killer e pali»


Appellarsi alla gente del rione, a chi è in grado di riconoscere il killer e
i sui complici, chiedendo la collaborazione di tutti. È questo l’obiettivo
che si sono preposti il capo della Direzione distrettuale antimafia, Sandro
Pennasilico, ed il pm anticamorra Sergio Amato diffondendo il video
dell’omicidio di Mariano Bacioterracino, avvenuto l’11 maggio scorso.
Le immagini, riprese da due telecamere, una nascosta, l’altra nel negozio
di via Vergini dove all’esterno si consuma il raid di morte, sono a
dir poco terribili: viene ripreso l’arrivo del killer, la presenza di uno o più
“specchiettisti”che indicano la vittima agli assassini, intenta a fumare.
Cinque mesi dopo quell’efferato delitto, dal movente ancora oscuro, per
dare un nome ai responsabili dell’agguato, la Procura di Napoli ha firmato
un decreto che rende pubblico il lungo filmato, mettendolo a disposizione
dei mass media. La mancata identificazione dell’assassino
potrebbe essere legata al fatto che possa essere un extracomunitario,
clandestino, di cui non si hanno tracce. Circostanza che potrebbe anche
spiegare il perché l’omicida non conoscesse Mariano Bacioterracino,
noto rapinatore. Nel video, che dura circa 4 minuti, un negozio. All’esterno,
in pantaloni grigi e camicia bianca, c'è Mariano Bacioterracino,
appoggiato ad un distributore di gomme da masticare. A pochi metri
da lui, all’altro lato dell’entrata del locale c’è forse uno “specchiettista”,
così come un “filatore” può essere anche l’uomo che arriva contemporaneamente
al killer davanti al bar dei Vergini. Appena la gente si
allontana e il marciapiedi è libero, arriva sulla scena del crimine l’assassino:
indossa jeans e giubbotto verde, ed ha in testa un cappellino,
nero, da baseball. Entra nel negozio per non farsi notare dalla vittima,
che lo scruta, poi si guarda attorno, si ferma una ventina di secondi, poi
esce e dalla tasca estrae una pistola.
Mariano Bacioterracino si volta verso di lui, come se fosse stato chiamato:
un attimo dopo il killer preme il grilletto dell’arma e spara. La vittima
gira la testa prima di accasciarsi a terra colpito ad un fianco dal
primo colpo di revolver. È in quel momento che l’omicida si china sul
pregiudicato, già a terra, ed esplode un secondo colpo, dritto alla nuca:
è il colpo di grazia. Impietosamente, il video riprende una donna, che
era accanto alla vittima: si allontana senza voltarsi indietro; un uomo
che smonta il suo banchetto e va via; una donna che scavalca il corpo
steso a terra, controllando se è senza vita; un altro uomo, con in braccio
una bambina, che passa davanti alla scena del crimine e si allontana.
Intanto arrivano le prime reazioni: c’è addirittura una taglia sull’assassino,
di 2mila euro, che viene destinata da alcuni imprenditori guidati
da Ottorino Mattera, sostenuti dalla Federazione Regionale dei Verdi,
con in testa Francesco Emilio Borrelli.