martedì 3 novembre 2009

Il killer scappò in scooter con un complice


«La diffusione delle immagini che
riprendono l’omicidio di Mariano
Bacioterracino ha contato moltissimo
per l’individuazione del killer e
del probabile filatore, ma soprattutto
è servita a svegliare le coscienze
dei napoletani. Ho indotto
molte persone a parlare, soprattutto
informatori, a parlare con gli inquirenti
che ora stanno dando la
caccia al 30enne di Secondigliano,
esecutore materiale dell’efferato delitto del rione Sanità». È stato il commento
del procuratore Giovandomenico Lepore il giorno dopo l’identificazione
dell’assassino di Mariano Bacioterracino, meglio noto come
“tettè”, che ora è in fuga braccato dalle forze dell’ordine che hanno ricostruito,
grazie ad altre testimonianze, anche ulteriori dettagli della
spedizione di morte. L’assassino, per esempio, non era solo ed oltre all’assistenza
del “filatore” aveva anche l’appoggio di un complice con cui
era arrivato in sella ad uno scooter e assieme al quale è scappato dopo
l’agguato. «Anche il dipendente comunale indicato come “specchiettista”
o “palo” del commando, dopo che il filmato è stato reso pubblico -
continua Lepore - si è fatto avanti per dare la sua versione, sulla quale
sono in corso verifiche, ed anche questo è stato utile alle indagini. La
ricerca della persona irreperibile continua».
Il killer che l’11 maggio scorso ammazzò Marino Bacioterracino davanti
alla caffetteria “Dei Vergini” è un
personaggio già conosciuto dalle
forze dell’ordine ma per reati minori,
ritenuto vicino ai Sacco-Bocchetti.
Non è stato mai indagato per
associazione camorristica nè per
fatti di sangue. Gli “007”, però, non
escludono che essendo uno quasi
incensurato sia stato usato in altri
delitti. Un killer professionista, quindi.
D’altra parte, su questo non
c’erano dubbi, soprattutto dopo
aver visionato l’intero filmato dell’esecuzione.
L’uomo non perde mai la freddezza e ammazza la sua vittima
con soli 3 colpi di revolver di grosso calibro, conservando le altre 3
per ogni evenienza. L’esecuzione duro poco meno di 30 secondi dopodiché
l’assassino sparisce nel nulla sempre camminando con molta calma
verso il complice che lo aspetta poco più in là con il motore acceso.
Per quanto riguarda il movente dell’omicidio Bacioterracino, gli inquirenti
sono concentrati su una ipotesi in particolare. La vendetta dei Moccia
di Afragola per l’omicidio del capoclan Gennaro, ammazzato il 31
maggio del 1976 e cui fu implicato anche “tettè”. Bacioterracino, infatti,
era l’ultimo personaggio del commando di quel delitto rimasto ancora
vivo, tutti gli altri sono stati ammazzati nel corso degli anni. Gli investigatori
ritengono che i Moccia abbiano organizzato questo omicidio
e la vendetta è arrivata ora che alla Sanità comandano i Lo Russo di
Miano, amici storici dei Moccia.