domenica 22 novembre 2009

Il patrigno di Apice: «È lui il killer»


È una conversazione telefonica
che inquirenti ed investigatori
ritengono determinate. Fondamentale
per il prosieguo delle indagini,
capace di incastrare alle sue
responsabilità il presunto assassino
di Mariano Bacioterracino, Costanzo
Apice, il 28enne, arrestato
due giorni fa. La parola finale spetta
ad un giudice ma al momento
nelle 128 pagine del decreto di fermo
ci sono decine di conversazioni
ambientali e telefoniche. Una è
tra Salvatore Corsaro, compagno di
Concetta La Valle, mamma di Apice,
e un tale Felice. Sono nei pressi
di una Fiat Punto di proprietà di
Corsaro. Ci sono delle microspie all’interno
e loro parlano tranquillamente
ignari che lontani chilometri
ci sono carabinieri e poliziotti ad
ascoltarli.
Salvatore: «O video».
Felice: «Quale ambasciata».
Salvatore: «Dentro la Sanità, chi
ha fatto il morto, il video, è mio figlio
».
Felice: «Quella lì che ha ucciso
quello fuori al bar?»
Salvatore: «Lo stanno accusando
a lui. Felice, io non ho detto a chi
appartengo, a chi non appartengo,
mi stai capendo o no. Mio figlio
tempo addietro prima che succedevano
queste cose gli mandò l'ambasciata
a zio Mimì, Domenico Pagano,
disse zio Mimì, vatti a prendere
il camion là dentro».
Felice: «Tiene lui le redini in mano
».
Salvatore: «È un vero signore Felì
».
La conversazione prosegue poi su
questioni personali poi alla fine Salvatore
continua.
Salvatore: «Mi sono trovato in
mezzo a quelli lì ci sta un ragazzo
dei sette palazzi con noi, poi ci sta
diciamo il figlio, siccome me lo sono
cresciuto. Che poi lui si è sposato
una figlia di Gennaro Sacco».
Ma nel decreto di fermo ci sono anche
altre conversazioni telefoniche
e ambientali che raccontano lo stato
di agitazione nel quale vivono i
parenti di Apice. Ad essere intercettata
è Dora Chiappetta, sorellastra
di Concetta Caso, moglie dell’indagato.
Chiappetta nel rappresentare le difficoltà
del marito Gennaro Ramaglia,
detenuto a Poggioreale e della
sua famiglia dopo la trasmissione
del filmato dell'omicidio dice:
«Per il fatto qua le cose non stanno
bene per tutta la famiglia. E comunque
qua le cose non stanno bene
adesso sanno qualcuno ha mandato
il video lì e si sono cantati a
Costanzo».
Ma continua e racconta: «Adesso
Costanzo si deve andare a costituire
per forza perché storto o morto
si dice ergastolo eh. E mia sorella
quella povera mia sorella è incinta
di tre mesi». Nel corso del dialogo,
scrivono i magistrati, emerge
la consapevolezza da parte dei familiari
di poter essere intercettati:
«Poi mamma adesso non si può proprio
avere niente a che fare più con
mammà perché già alla casarella
stanno le microspie e cose, per
mezzo di quello non ce la faccio
più».
Intanto ogni Apice, che ha trascorso
la notte al carcere di Poggioreale,
sarà interrogato per la convalida
del fermo dinanzi al gip del Tribunale
di Santa Maria Capua Vetere,
compentente in quanto l’arresto
è avvenuto a Castelvolturno,
e sarà assistito dagli avvocati Claudio
Davino e Michele Caiafa.