sabato 7 novembre 2009

In una pizzeria il summit di camorra


Non solo droga, estorsioni, usura,
ma anche storie di legami amorosi adulterini, sono
riportate nelle oltre duecento pagine dell’ordinanza
cautelare notificata, l’altra mattina, dagli investigatori
della Dia di Napoli, ai 21 indagati. I protagonisti
parlano senza veli, incuranti del pericolo di poter essere
sentiti. Una delle protagoniste, è la moglie di un
affiliato detenuto del gruppo capeggiato da Francesco
Rea. La conversazione viene captata dagli investigatori,
nel mentre due di questi parlano delle “mesate”
destinate ai carcerati.
«E non ce li hai i soldi per l’albergo?», domanda al telefono
una delle indagati, e l’altro risponde: «l’albergo
costa 30 euro, ma questo - indicando il nome della struttura recettiva
ubicata in zona - ma questa dopo la mezzanotte è chiusa ed è pericoloso
andare al C…- se lo vede lo zio». (Francecso Rea meglio noto
come il “Pagliesco”- ndr ). Poi l’uomo continua chiedendo notizie sul
“piecoro” (riferendosi al marito dell’infedele donna, esponente del clan
Venersuo di Volla- attualmente in carcere). Nel corso di una successiva
telefonata, la stessa donna parla di una serata trascorsa, con buona
parte degli appartenenti al clan, all’interno di una nota pizzeria napoletana,
ubicata in pieno centro storico. Qua a svelare la tresca ci
pensa un cameriere troppo facilone, che resosi conto della presenza di
una donna già vista in precedenza chiede ad uno dei commensali «La
signora bruna si è fatta bionda?» Un’affermazione che mandò in tilt
uno dei commensali, che resosi conto di essere stato
smascherato, cambio colore e per la donna seduta
al tavolo furono poi dolori e così tutti seppero che
la donna del noto personaggio era una fedigrafa e che
questa aveva tradito con uno del gruppo, andando
addirittura a mangiare con l’amante all’interno di
quella pizzeria dove poi era andata con la famiglia.
Storie de genere, sono troppe volte all’ordine del giorno,
finendo di essere scoperte con sistematicità, grazie
alle attività investigative poste in essere dalle forze
dell’ordine. Qualche tempo fa, grazie ad una serie
d’intercettazioni telefoniche, venne scoperta la tresca
amorosa che univa sentimentalmente la moglie del
capocamorra, al genero. I due, ignari di essere “intercettati”,
parlavano senza preoccuparsi di nulla
scambiandosi effusioni verbali e ripromettendosi giornate di sesso infuocate.
In molti casi, gli organi investigativi ( e quelli inquirenti) tagliano dalle
ordinanze cautelari ogni traccia di questi colloqui troppo spinti. In
alcuni casi comunque, sono costretti a tenerli in pagina, soprattutto
per dare un senso alla conversazione. Allora sono dolori, per traditori
e traditi, anche se troppe volte vale la regola del perdono, anche se
solo apparente, visto che in mezzo a queste vicende dal chiaro sapore
boccaccesco, ci sono sempre i figli, che rappresentano l’anello più
debole di una famiglia, dove molto spesso, non esistono valori,neppure
quelli più elementari, in virtù dei quali i figli possono crescere
senza il pericolo di seguire le orme dei familiari.