venerdì 20 novembre 2009

“Prima gli interessi”, il ras era contrario a tutte le faide


Aveva lasciato il rione Sanità subito dopo che era scoppiata
la faida tra i Misso e i Torino. Non voleva schierarsi con nessuno dei
suoi due vecchi amici e così il padrino Ettore Sabatino, 55enne,
camorrista originario di Miano, si era trasferito in Germania, a
Dortmund, assieme al figlio Francesco. E lì, in terra tedesca, aveva
messo su una grossa attività commerciale. Prima di essere il boss
della Sanità, Sabatino era capoclan dei “capitoni” di Miano. Secondo
gli inquirenti della Dda di Napoli, Sabatino decise di staccarsi,
assieme a Torino, dai Lo Russo perché Antonio Lo Russo, figlio di
Giuseppe “’o capitone”, voleva comandare la cosca e un giorno
schiaffeggiò Francesco Sabatino, figlio di Ettore. Da allora fu decisala scissione dal gruppo di Miano e addirittura Ettore Sabatino di
persona, per fare capire le sue intenzioni, portò una ghirlanda
funebre sotto l'abitazione dei “capitoni”. Poi Torino e Sabatino si
trasferirono al rione Sanità dove decisero di passare sotto l'egida di
Giuseppe Misso, scarcerato da poco dopo circa 20 anni passati dietro
le sbarre. E come “regalo” al padrino del rione Sanità, che da sempre
odiava i Licciardi e le altre cosche dell’Alleanza di Secondigliano
ritenendo che l’omicidio della moglie Assunta Sarno fosse stato
deciso da loro, decisero di ammazzare il boss Vincenzo Murolo, che
comandava la zona dei Colli Aminei per conto dei “capitoni”, ferendo
gravemete il suo guardaspalle Gennaro De Falco.