venerdì 20 novembre 2009

Si è pentito il boss Ettore Sabatino


Fu arrestato ad agosto in
Germania e probabilmente già allora
maturò l’idea di pentirsi. Ma soltanto
dopo l’estradizione, e la carcerazione
a Rebibbia, Ettore Sabatino
chiese di parlare con i magistrati
per un primo colloquio. Era già
settembre e allora è cominciata la
collaborazione con la giustizia del
54enne originario di Miano, trasferitosi
al rione Sanità grazie a un accordo
con il boss Giuseppe Misso e
poi andato via quando scoppiò la faida.
La notizia del pentimento di Ettore
Sabatino, inedita giornalisticamente,
girava da qualche tempo sia a Secondigliano
che alla Sanità. Tanto
più che i familiari un mese fa circa
hanno preso tutti i mobili e gli oggetti
dall’appartamento in cui abitavano,
in un vicoletto del rione caro
a Totò, e hanno chiuso la casa.
Una manovra che non è passata
inosservata, anche se qualcuno aveva
anche pensato a un trasferimento
motivato dalla prospettiva di una
lunga detenzione dell’indagato.
Che cosa possa raccontare Sabatino
ai magistrati antimafia di Napoli
(procuratore Pennasilico) è più che
evidente. “Ettoruccio” ha vissuto
due stagioni di malavita: prima a Secondigliano,
fianco a fianco con i Lo
Russo-“capitoni” e insieme con
l’amico poi diventato nemico Salvatore
Torino “’o gassusaro”; poi nel
rione Sanità, quando ancora la spaccatura
tra i Misso e i Torino non era
avvenuta e il superclan gestiva affari
illeciti milionari.
Ettore Sabatino fu arrestato a Dortmund,
in Germania, dai Ros dei carabinieri
il 2 agosto scorso. E’ accusato
dell’omicidio di Vincenzo Murolo,
capozona dei Licciardi ai Colli
Aminei, avvenuto
il 14
ottobre
1999. Un delitto
che rappresentò
una prova di
fedeltà del
ras verso i
Misso, che gliel’avevano chiesta. E
ad accusarlo sono ben 13 pentiti, tra
cui proprio gli ex amici Giuseppe
Misso “’o nasone” e Salvatore Torino.
A maggio, sulla sua testa, era piovuta
l’ordinanza di custodia cautelare
in carcere con l'accusa di omicidio
e tentato omicidio. I reati contestati
si riferiscono all'agguato che
si consumò in viale Colli Aminei il
14 ottobre del 1999, quando venne
giustiziato il boss Vincenzo Murolo,
capozona dei Licciardi, nemici storici
dei Misso, durante il quale rimase
ferito anche Gennaro De Falco.
Furono i carabinieri del Ros, sezione
anticrimine di Napoli, in collaborazione
con la polizia tedesca, a stanare
Sabatino nella sua
lussuosissima abitazione di Dortmund.
Il boss era in casa con la famiglia
e si lasciò ammanettare senza
problemi.
I militari dell'Arma
gli
notificarono
il provvedimento
restrittivo
mentre dall’Italia
partiva
già la richiesta di estradizione. I
magistrati sapevano che potenzialmente
“Ettoruccio” aveva interesse
a collaborare con la giustizia e perciò
avevano, giustamente, fretta. Infatti,
così è suc