venerdì 20 novembre 2009

Video choc, arrestato l’assassino


«Hai visto che guaio ha
combinato Costanzo? Dobbiamo trovargli
un avvocato che non faccia
parte del sistema». Senza immaginare
di essere ascoltata, tre giorni
fa, si esprimeva così la cognata dell’indagato
di fronte al marito detenuto.
Due frasi pronunciate in pochi
secondi, intercettate in carcere da
una microspia, diventate al momento
l’asso nella manica degli inquirenti
nei confronti di un 28enne
pregiudicato di rione don Guanella.
Sarebbe lui il killer ripreso nel fa Procura
ha diffuso, chiedendo aiuto a
chi avesse riconosciuto l’uomo ripreso
mentre uccideva Mariano Bacioterracino
tra i passanti terrorizzati.
Venti giorni dopo Costanzo Apice,
precedenti per droga e amicizie
negli ambienti del clan Sacco-Bocchetti
di San Pietro a Patierno, è finito
in manette soprattutto grazie
alle dichiarazioni di un confidente
delle forze dell’ordine e di un collaboratore
di giustizia. Senza di loro,
gli investigatori non avrebbe potuto
far scattare le intercettazioni ambientali
alla base del fermo emesso
dall’instancabile pm Sergio Amato.
Apice si nascondeva a Castelvolturno,
in provincia di Caserta, dove
i carabinieri alle 6 di ieri l’hanno sorpreso
nel sonno. Non ha opposto resistenza
né avrebbe avuto possibilità
di fuggire, circondato in pochi secondi
da una decina di militari in
borghese; tra l’altro non era nemmeno
armato. Un’altra traccia li aveva
condotti al 28enne: la telefonata
della madre a una donna incaricata
di portargli il pesce al nascondiglio.
«Mi raccomando, non tardare. Così
se lo mangia fresco». Mentre invece
in un’altra conversazione, è emerso
che il giovane stava per fuggire in
un altro luogo.
Mariano Bacioterracino, rapinatore
vicino al clan Misso, fu ucciso all'ingresso
di un bar l’11 maggio scorso.
Le immagini choc dell'esecuzione
furono diffuse dalla procura di Napoli,
suscitando numerose polemiche.
Anche il ministro dell’Interno
Roberto Maroni si schierò con i contrari,
spalleggiato da alcune associazioni
di commercianti e imprenditori.
“E’ stata data un’immagine
distorta della città”, era il succo dell’accusa.
Ma l’arresto di ieri ha dato
ragione agli inquirenti, come non a
caso ha fatto notare il procuratore
Giovandomenico Lepore in una nota-
stampa. “Anche in virtù della diffusione
del filmato”, c’è scritto, “è
stato possibile pervenire all’identificazione
dell’autore dell’omicidio”.
Per cinque mesi gli investigatori
avevano brancolato nel buio nonostante
fossero in possesso delle immagini
registrate dalle telecamere
di sorveglianza del bar. In meno di
venti giorni, dopo la diffusione del
video attraverso i mass-media, c’è
un indagato in stato di fermo. Indiscutibilmente
un successo per la
procura, la cui iniziativa ha invogliato
a parlare un confidente e un
pentito, che hanno detto di aver riconosciuto
Costanzo Apice nelle immagini.
Naturalmente il 28enne (difeso
dall’esperto avvocato Claudio
Davino) ha il diritto di essere considerato
innocente fino a un’eventuale
condanna definitiva, ma a suo carico
c’è un altro elemento: subito dopo
che i siti on-line dei quotidiani
pubblicarono il filmato, si rese irreperibile.
Resta ora da chiarire il giallo
del complice, visto che il presunto
“palo” ripreso nel video si presentò
in questura e disse che era lì
per caso.