giovedì 3 dicembre 2009

ASSOLUZIONE BIS PER UGARIELLO


La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha assolto Ugo De Lucia, killer del
clan Di Lauro di Secondigliano accusato di aver assassinato Biagio Migliaccio.
Il processo arrivava dalla Cassazione che aveva accolto la tesi
della Procura che aveva fatto ricorso all’assoluzione decretata in primo
grado. L’anno scorso infatti non era possibile appellare le sentenze
di assoluzione se non dinanzi alla Suprema Corte. Poi la legge è decaduta
e per questa ragione il ricorso della Procura è stata convertito dalla
Cassazione in motivi di appello. Ieri il procuratore generale ha chiesto
l’assoluzione e l’avvocato difensore Domenico De Rosa ha avuto vita
facile. Poche ore e la Corte è uscita con la decisione: assoluzione. In
primo grado il killer di Gelsomina Verde era difeso dall’avvocato Dario
Russo che aveva dimostrato molte incongruità sul racconto dei collaboratori
di giustizia che indicavano in “Ugariello” l’assassino del cugino
di uno scissionista. Una delle tante vittime innocenti della faida del
2004. Adesso è attesa per la fissazione del processo d’appello per Antonio
Mennetta e Ferdinando Emolo, indagati per lo stesso delitto. I
due erano stati assolti a fronte della richiesta di ergastolo ma la Corte
di Cassazione ha deciso di cancellare la sentenza e di rimandare gli atti
ad una Corte d’Assise d’Appello. Per i due adesso il processo andrà
rifatto tutto daccapo: e a questo punto - anche se resta tutto da vedere,
a seconda delle richieste e delle eventualità - potrebbero pure rischiare
una nuova condanna. I due erano imputati nel processo per
l'omicidio di Biagio Migliaccio, ed erano stati arrestati anche e soprattutto
grazie alle ricostruzioni rese dai collaboratori di giustizia, oltre
che a un lungo lavoro investigativo. La decisione di qualche tempo
fa, di assolvere i due uomini, era stata figlia delle troppe contraddizioni
degli stessi collaboratori di giustizia su alcuni punti cruciali del raid
che il 20 novembre del 2004 portò alla morte di Migliaccio, che venne
trucidato mentre si trovava all'interno dell'autofficina del padre, al centro
di Mugnano. Era incensurato Biagio Migliaccio, ma cugino di un
presunto ras del clan Di Lauro: Giacomo Migliaccio, ritenuto da investigatori
e inquirenti il referente a Mugnano di Lello Amato. E perciò
fu ammazzato sotto gli occhi del padre: una vendetta trasversale, proprio
come avvenne il 29 ottobre prima, quando sempre a Mugnano a cadere
sotto il fuoco dei killer fu Massimo Galdiero, nessun precedente penale,
nipote di Salvatore Di Girolamo, scissionista dal gruppo Di Lauro.
Erano le 11 quando i sicari entrarono in azione contro Biagio Migliaccio,
che gestiva insieme con il padre la rivendita di autovetture
“Centro auto” sulla Circumvallazione esterna al confine con Giugliano.
Con modalità tipicamente camorristiche, i killer che sembravano clienti,
i due si diressero verso il 34enne esplodendo colpi di pistola alla testa,
aò torace, sotto gli occhi del padre dell'uomo, che ha dovuto assistere
inerme all'omicidio.