venerdì 11 dicembre 2009

Raid armato nell’ex regno dei Sarno


Un raid secondo i più classici metodi camorristici: le motociclette, le urla,
le minacce, le armi in pugno. L’altro ieri sera circa dieci uomini, più o
meno giovani, sarebbero entrati in azione nel rione De Gasperi a Ponticelli
per lanciare un messaggio sinistro al nuovo clan Sarno. E secondo
gli investigatori di polizia e carabinieri, che hanno raccolto fonti confidenziali
e stanno cercando i riscontri, gli autori della scorribanda sarebbero
malviventi legati alla camorra di Barra e del Lotto 0 di Ponticelli, i quali
avrebbero preso di mira anche alcune donne ma senza ferire o picchiare
nessuno. Ecco perché le indagini sull’episodio si starebbero indirizzando
verso ambienti dei Minichini, dei Cuccaro e dei De Luca Bossa.
Dunque, dopo l’omicidio di Salvatore Tarantino, nel rione De Gasperi è di
nuovo salita la tensione. Non poteva essere diversamente, del resto, dopo
il terremoto giudiziario che ha sconvolto la camorra del quartiere. Prima
il pentimento del ras Giuseppe Sarno “’o mussillo”, poi quello dei fratelli
Ciro “’o sindaco”, il boss storico del clan, e Vincenzo detto “Enzuccio”,
l’astro nascente che aveva tessuto alleanze in tutta Napoli e conquistato
Cercola. È evidente che il gruppo di mala, anche se assolutamente
non è scomparso, si è indebolito. Colui che aveva preso le redini
in mano, Tarantino, è stato ammazzato e così il quadro è diventato ancora
più confuso. Nelle mappe sulla camorra di Ponticelli la scritta a caratteri
grandi “clan Sarno-Esposito-Tarantino” è durata poco. Era una modifica
nel titolo che sintetizzava gli sconvolgimenti accaduti in seno al clan
in seguito ai clamorosi pentimenti degli ultimi mesi, ma che sottolineava
al tempo stesso come il gruppo non sia affatto scomparso. Circostanza
ancora oggi confermata dagli investigatori di carabinieri e polizia.
Dato per finito anzitempo, il clan Sarno si sarebbe ripreso dalle batoste
giudiziarie e anche i nuovi reggenti avrebbero avuto già la nomina. Ma
nonostante ciò, a Ponticelli si registra un notevole fermento. Se è vero
che nessuno dei fratelli boss (tra i non pentiti) al momento è libero, non
per questo un’organizzazione molto ramificata e articolata da un giorno
all’altro poteva sciogliersi come neve al sole. Ecco perché l’attenzione
degli investigatori nei confronti dei “ponticellari” non si è attenuata.
Salvatore Tarantino è stato ammazzato mentre stava partecipando in via
Cleopatra, nel Lotto 0, bunker dei De Luca Bossa, a un incontro chiarificatore.
Dopo un'accesa discussione con alcuni personaggi della zona,
che non sono stati ancora identificati, l’assassino ha estratto una pistola
calibro 7,65 e ha fatto fuoco da distanza ravvicinata per ben otto volte
contro la vittima che cercava di mettersi in salvo. Tre le pallottole costate
le vita al reggente del nuovo clan Sarno (o di una parte di esso) alla testa
(tra lo zigomo e l'occhio sinistro), al fianco destro e all'avambraccio
destro.