domenica 6 dicembre 2009

Sgominati i Bocchetti: presi in 12


L’inchiesta andava
avanti da tempo e aveva come
epicentro il traffico illecito di droga,
con l’aggravante mafiosa. Ma
in corso d’opera si è intrecciata
con le indagini sul clan Sacco-
Bocchetti di San Pietro a Paterno
due clamorosi fatti di sangue: l’assassinio
tra la folla della Sanità di
Mariano Bacioterracino, il cui sicario
fu ripreso dal video diffuso
dalla procura, e il duplice agguato
mortale proprio ai Sacco, il ras
Gennaro e Carmine. Alla fine la
Dda ha emesso 13 decreti di fermo,
12 dei quali eseguiti ieri mattina
dalla polizia, che hanno decapitato
l’organizzazione scissasi
due anni fa dai Licciardi per allearsi
con gli Amato-Pagano. Tra
i reati contestati agli indagati
(compreso l’unico sfuggito alla
cattura, Antonio Zaccaro detto
“Tonino o’ luongo”) non c’è l’omicidio;
gli stessi inquirenti però, sono
convinti che tra gli arrestati ci
siano i sicari di padre e figlio.
Le indagini della procura antimafia
(procuratore aggiunto Pennasilico,
pm Sargenti e Castaldi) sono
state condotte dai poliziotti
della squadra mobile della questura
(agli ordini del dirigente Pisani)
attraverso intercettazioni telefoniche
e ambientali. Così, è venuto
fuori che Ciro Bocchetti, fratello
del boss Gaetano detto “Nanà”,
si lamentava con Antonio
Zaccaro del comportamento di
Gennaro Sacco, allargatosi troppo
rispetto al ruolo che già aveva
di capozona a San Pietro a Patierno
per conto dell’”Alleanza di
Secondigliano”. Ecco perché gli
investigatori ritengono che il duplice
omicidio sia maturato per
l’ostilità crescente verso il 58enne
e il figlio,
accusati
da
quelli che
da amici
stavano diventando
nemici di
gestire la
cassa del clan ad uso loro e di aver
intessuto rapporti troppo stretti
con i Moccia di Afragola. “Non ci
sono i soldi per i detenuti e poi
quello si compra la macchina da
cento milioni”, è una delle frasi
emblematiche registrate da una
microspia e agli atti dell’inchiesta.
Da mesi il sodalizio non era
più compatto e il raid del 24 novembre
scorso è stato soltanto
l’epilogo, deciso dopo la storia del
70mila euro per l’assassinio di
Mariano Bacioterracino.
Tra gli arrestati, i personaggi più
noti sono Bocchetti, i fratelli Feldi,
Antonio Zaccaro e naturalmente
Costanzo Apice. Le indagini
hanno chiarito alcuni episodi
collegati alla scissione dei Sacco-
Bocchetti con i Licciardi, da cui
si era staccato anche Giovanni
Cesarano,
tra i quali
l’omicidio
di Carmine
Grimaldi
detto “Bombolone”.
Dopo
altri fatti
di sangue,
era stata sancita una tregua con
l’accettazione da parte del gruppo
della Masseria Cardone della nuova
formazione autonoma. E infatti
Gennaro e Carmine Sacco non
sono stati uccisi dai Licciardi.