giovedì 28 gennaio 2010

Camorra, braccati due ras del narcotraffico Di Mauro e Mocerino


Paolo di Mauro era in fuga dal 2002. Era il numero tre nella lista dei ricercati italiani più pericolosi. Nella geo-camorra, è considerato come il reggente del clan Contini operante nel quartiere Poggioreale e zone limitrofe. Nel suo curriculum spicca un dato: ras del narcotraffico internazionale con Colombia e Spagna. Proprio a Barcellona aveva stabilito la sua sede operativa facendo sempre molta attenzione agli spostamenti, alle comunicazioni con i famigliari ridotte praticamente all'osso. Ma i tenaci agenti della sezione Catturandi della Questura di Napoli, con i colleghi della squadra Mobile, hanno avuto pazienza e tenacia. Pedinamenti e appostamenti, uniti ad alcune intercettazioni hanno portato frutto. Di Mauro era vestito di tutto punto con tanto di valigetta 24 ore. Usciva da uno studio legale con suo cugino Luigi Mocerino inserito invece nella lista 100 criminali più pericolosi in fuga. Gli agenti non hanno avuto dubbi che fossero i due ricercati, quando li hanno visti circolare con il motorino sul marciapiede. La coppia di camorristi ha tentato di eludere l'arresto mostrando documenti falsi ma le manette erano già pronte grazie all'impulso investigativo venuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli.

Paolo Di Mauro, erede del boss Eduardo Contini, è destinatario di numerosi ordini di arresto, su di lui pesa una condanna a 24 anni di reclusione, sentenza emessa dalla Corte di Appello di Napoli nel 2005. Le accuse: associazione per delinquere di stampo camorristico, omicidio e detenzione illegale di armi. Anche se in realtà l'organizzazione retta da Di Mauro era particolarmente attiva nel traffico di stupefacenti. Luigi Mocerino, era ricercato in base ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico internazionale di droga. Nel 2006 al largo delle coste spagnole gli fu sequestrato un gommone con oltre 800 kg di cocaina. L'uomo rispondeva agli ordini di Di Mauro. Non a caso erano insieme anche oggi. “Erano tornati a Barcellona dopo Natale - ha detto Cristiana Mandara, capo della sezione Catturandi della Questura - siamo arrivati alla loro identificazione dopo una serie di pedinamenti e di servizi di osservazione".