venerdì 29 gennaio 2010

Il latitante a Natale era a casa


A Natale Paolo Di Mauro era tornato a Napoli, ripartendo per Barcellona soltanto
a inizio gennaio. Ma i giorni di festa trascorsi con i familiari gli sono costati
caro: gli investigatori della Catturandi della Squadra mobile della questura,
che proprio in quel periodo non vanno in vacanza, l’hanno prima localizzato
e poi si sono organizzati per la cattura. Sapevano che nella città
catalana frequentava lo studio di un avvocato del posto e in seguito a un appostamento,
gli hanno stretto le manette intorno ai polsi. In queste ore la polizia
spagnola è in attesa dell’autorizzazione della magistratura per poter perquisire
l’appartamento in cui si nascondeva: un’operazione importante per
trovare eventuali legami tra i latitanti italiani e gli appoggi in terra iberica.
Paolo Di Mauro, “Pauluccio o’ ‘nfermiere” per amici e nemici di camorra,
abitava a Barcellona. Una casa, in un quartiere residenziale e tranquillo, di
tre vani e accessori. Mentre invece non è ancora chiaro dove trascorresse la
latitanza Luigi Mocerino; lui ha dichiarato che dormiva nella villa sequestratagli
a luglio, ma gli inquirenti poco ci credono. E così anche in questa
direzione continuano gli accertamenti lungo l’asse Napoli-Barcellona. Intanto,
oggi i due arrestati saranno trasferiti al carcere di Madrid. L’altro giorno
sono stati i poliziotti Mobile della Questura di Napoli (agli ordini del dirigente
Vittorio Pisani e coordinati dal vice questore Cristiana Mandara), insieme
ovviamente al personale della polizia spagnola e in collaborazione con
l’Interpol, a bloccare a Barcellona prima il 50enne Luigi Mocerino e qualche
minuto dopo Paolo Di Mauro, di 58 anni. I due, quando si sono resi conto di
essere finiti in trappola, con aria indifferente si sono separati per scappare.
Ma l’inseguimento è durato poche decine di metri. Paolo Di Mauro, inserito
nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, è considerato l’attuale
reggente del clan Contini del Vasto-Arenaccia (storicamente collegato all’Alleanza
di Secondigliano) mentre il secondo, inserito nell’elenco dei 100 ricercati,
era il responsabile per conto dello stesso gruppo di malavita del traffico
internazionale di stupefacenti. “Pauluccio o’ ‘nfermiere”, ritenuto anche
il responsabile del gruppo di fuoco dei Contini, è stato condannato in primo
grado per l’omicidio di Francesco Mazzarella, avvenuto nella primavera del
1998, all’ingresso del carcere di Poggioreale, nel corso di una violenta sparatoria
tra gli appartenenti alle due organizzazioni criminali. Era un periodo
in cui infuriava la guerra di camorra. Paolo Di Mauro, destinatario di un ordine
di esecuzione per la carcerazione, dovrà espiare 17 anni, 10 mesi e 25
giorni di reclusione per associazione camorristica. Luigi Mocerino invece
era destinatario di un’ordinanza per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.
Nel 2006 al largo delle coste spagnole fu sequestrato un gommone
con oltre 800 chilogrammi di cocaina e quella operazione fu l’epilogo della
prima fase di un’inchiesta per droga che coinvolse l’Italia e la Spagna.