mercoledì 20 gennaio 2010

Spuntano foto dei ras con i calciatori


La prima fotografia li ritrae,
in un ristorante di lusso, a
Barcellona, abbracciati a due calciatori
campioni del mondo – uno
italiano e l’altro brasiliano – che
sorridono, ignari di dividere
l’obiettivo con pericolosi malavitosi,
affiliati al potente cartello di
Secondigliano.
La seconda foto, invece, immortala
uno dei capi del clan Amato-
Pagano, attualmente latitante, insieme
a un giocatore straniero del
Napoli.
Le immagini sono state ritrovate
nel covo di un ricercato, in via
Ghisleri, e sono finite agli atti dell’inchiesta
sui trafficanti di Scampia,
coordinata dal pm anticamorra
Luigi Alberto Cannavale.
Foto che, agli occhi degli inquirenti,
non hanno alcuna rilevanza
penale ma che testimoniano la
straordinaria capacità mimetica
degli “scissionisti”, soprattutto in
terra spagnola, e sono utili a conquistare
e mantenere il proprio
“prestigio criminale” sul territorio.
Lo stesso desiderio di prestigio
(un po’ megalomane) che aveva
portato gli uomini di fiducia di
Paolo Gervasio, “erede” del padrino
Raffaele Amato, a scrivere
su un muro, nella piazza di spaccio
“33”, sempre in via Ghisleri,
una frase che suona come una investitura,
o forse un’autodenuncia:
«Zio Paolo = Pablo Escobar».
Gervasio è, senza dubbio, il “pezzo
pregiato” del blitz condotto dai
carabinieri di Castello di Cisterna.
Fermato in un appartamento
a Giugliano, lontano dalla sua abitazione,
non ha nascosto la sua
sorpresa ai militari, quando ha
aperto loro la porta. «Ma come
avete fatto a trovarmi?», è riuscito
soltanto a balbettare il boss.
Secondo le informative dei militari,
oltre alla droga, avrebbe gestito
anche un colossale giro di
usura del valore di centinaia di
migliaia di euro (gli inquirenti
hanno accertato che una vittima
di “zio Paolo” è stata costretta a
ipotecare, presso un istituto di
credito, la propria casa per fare
cassa ed estinguere il debito con
l’organizzazione criminale).
Quella di ieri è, dunque, la conclusione
di un lavoro di intelligence,
durato mesi, che ha visto
in prima linea investigatori esperti
e capaci – come il tenente colonnello
Fabio Cagnazzo, comandante
della sezione investigativa,
il capitano Michele Meola e il maresciallo
Giuseppe Iannini – che
hanno portato a termine, negli ultimi
mesi, alcune delle operazioni
più difficili e rischiose sugli agguerriti
gruppi criminali di Secondigliano,
e gli 007 del centro
partenopeo dell’Aisi, il servizio
segreto civile. Un ulteriore passo
verso lo smantellamento del potente
cartello degli “scissionisti”.