lunedì 26 aprile 2010

Camorra/ Omicidio tatuatore: fermato concorrente 'geloso'


La gelosia per una foto pubblicata su Facebook con il calciatore del Napoli, Ezequiel Ivan Lavezzi, sarebbe alla base dell'omicidio di Gianluca Cimminiello, 31 anni. L'uomo fu ucciso il 2 febbraio scorso a Casavatore, nel Napoletano, nei pressi del suo negozio di tatuaggi. Per il delitto, i carabinieri di Castello di Cisterna hanno eseguito un provvedimento di fermo, emesso dalla Dda partenopea, nei confronti di Vincenzo Russo, 29 anni di Melito. All'uomo viene contestato l'omicidio premeditato, porto e detenzione illegale di armi aggravati dall'articolo 7 avendo agito con metodi mafiosi per agevolare le attività del clan degli 'Scissionisti' che fa capo a Cesare Pagano, attualmente inserito nell'elenco dei 30 latitanti più ricercati in ambito nazionale. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo del Gruppo guidati dal colonnello Fabio Cagnazzo, l'omicidio sarebbe nato in seguito a un diverbio che la vittima, alcuni giorni prima della sua morte, avrebbe avuto con Russo, tatuatore suo concorrente. A scatenare la lite proprio la foto pubblicata su Facebook da Cimminiello. Un'immagine che lo ritraeva in compagnia del campione argentino e che sarebbe stata accompagnata da un messaggio di critica nei confronti del collega concorrente. Da qui la gelosia e la 'vendetta' dell'uomo che decise di rivolgersi a personaggi vicini al clan Amato-Pagano per eseguire una vera e propria missione 'punitiva'. Quattro le persone che componevano il gruppo che si recò presso il negozio di Cimminiello, tra cui Vincenzo Noviello che venne violentemente percosso dalla vittima. Alcuni giorni dopo, fu inviato dal clan un altro commando, questa volta armato, nel negozio di tatuaggi con lo scopo di uccidere Cimminiello. Un gruppo che, secondo le accuse, sarebbe stato capeggiato proprio dal tatuatore destinatario del provvedimento di fermo eseguito oggi.