sabato 8 maggio 2010

Clan Lo Russo, 17 arresti: alleanza con i Misso e gli "scissionisti"

carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli hanno arrestato 17 persone ritenute affiliate al clan camorristico dei “Lo Russo”, operante in diversi quartieri del capoluogo campano.Gli indagati sono destinatari di un'ordinanza di custodia cautelare emessa su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia partenopea per associazione per delinquere di tipo mafioso, trafficoe spaccio di stupefacenti e detenzione e porto illegale di armi. L’indagine, sviluppata attraverso intercettazioni ambientali e telefoniche e con riscontri a dichiarazioni di numerosi collaboratori di Giustizia, ha permesso di accertare ruoli, compiti e responsabilità di ognuno degli affiliati nel contesto del gruppo criminale e di documentare alleanze con il clan degli “scissionisti” di Secondigliano per il traffico di droga e l’infiltrazione anche nel controllo degli affari illeciti del rione Sanità mediante alleanza con il clan “Misso”. C'é anche colui che è considerato l'attuale reggente del clan Lo Russo, tra le diciassette persone arrestate dai carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli. Si tratta di Antonio Lo Russo, 29 anni, figlio del boss Salvatore, attualmente in carcere. Tra i personaggi di vertice fermati anche Oscar Pecorelli e Bruno Taglialatela; destinatari di un secondo provvedimento cautelare anche lo stesso Salvatore Lo Russo e Raffaele Perfetto, entrambi in carcere. L'indagine, evoluzione di quella già conclusa nel 2007, disegna alleanze e attività dei Lo Russo. Un tempo confederato all'Alleanza di Secondigliano, uscito vittorioso dagli scontri armati con il clan Stabile registratisi negli ultimi anni nelle zone di Miano, Chiaiano, Piscinola, Marianella, il clan, secondo quanto ricostruito dalla Dda di Napoli, ha conseguito una piena egemonia estesasi fino al quartiere di Napoli di Capodimonte: zone dove oltre a gestire le piazze di droga, i Lo Russo esercitano anche estorsioni. Le indagini hanno anche accertato alleanze con gli Scissionisti di Secondigliano e all'indomani della disgregazione del clan Misso, il subingresso nel controllo del quartiere Sanità. Sequestrati anche immobili: quattro appartamenti, una villa residenziale, due società immobiliari e due alberghi a Faenza, una rivendita di giornali, ma anche una società di panificazione, vendita e produzione di prodotti farinacei e di gastronomia, autovetture, nove conti correnti, 1000 azioni della Banca Popolare di Puglia e Basilicata e una polizza assicurativa per un valore complessivo stimato in