martedì 18 maggio 2010

Delitto Siani, ora la parola alla Procura

C’è molta attesa per le decisioni che, eventualmente e non necessariamente
subito, prenderà la Procura della Repubblica dopo le rivelazioni
di Giacomo Cavalcanti (riportate dal nostro giornale, unico tra i quotidiani)
sull’omicidio di Giancarlo Siani. Rivelazioni che potrebbero portare
a una clamorosa riapertura dell’inchiesta, anche se in casi del genere
dubbi e perplessità devono essere la regola. E infatti sia il fratello
del giornalista ucciso, Paolo, che Geppino Fiorenza, responsabile regionale
dell’associazione anticamorra “Libera”, hanno commentato la notizia
con estrema cautela.
Il racconto del boss-poeta Giacomo Cavalcanti contenuto in un libro (“un
detenuto mi confidò di essere l’assassino e fece anche il nome del complice,
morto negli anni scorsi”) effettivamente potrebbe riaprire il caso
Siani nonostante le condanne definitive per 7 imputati. Ma non solo: il
58enne napoletano di Bagnoli e da 20 anni a Verona, ha scritto anche sull’omicidio
di Franco Imposimato, fratello del giudice Ferdinando, e sui
cosiddetti “mostri di Ponticelli”: tre giovani dalla faccia pulita condannati
definitivamente con l’accusa di aver sezionato e ammazzato due
bambine. “Viaggio nel silenzio imperfetto” é il titolo dell’opera, che sarà
pubblicata a giugno da Pironti ed è ispirato a storie apprese nel carcere
in cui ha trascorso 14 anni, 7 dei quali in regime di massima sicurezza
(“a Volterra in una fortezza buia, dove la notte parlavo con i fantasmi”).
Il soprannome “il poeta” di Cavalcanti non rappresenta un omaggio al
quasi omonimo autore
stilnovista, ma è dovuto alla sua passione per la scrittura di versi e romanzi
(quello edito il mese prossimo è il quarto e ne ha già in cantiere
un quinto). Il 58enne però è soprattutto un personaggio noto alle cronache
giudiziarie perché tra gli anni Ottanta e Novanta fu indicato come
elemento di spicco del clan di Fuorigrotta. Per quelle frequentazioni ha
ancora una pendenza giudiziaria mentre non ne ha per i presunti contatti
avuti con i movimenti di guerriglia durante gli anni trascorsi in Sudamerica.
L'ex boss ha fatto venerdì scorso anticipazioni all'Ansa su un’intervista
curata da Samuele Ciambriello, presidente dell'Associazione La Mansarda
che si occupa in particolare del reinserimento degli ex detenuti,
andata in onda su Canale 21 sabato alle 20 (e in replica alle 23 e 30). Cavalcanti
tiene a precisare che il passato è alle spalle: da più di 20 anni
ha reciso ogni legame con quel mondo, ha avuto esperienze nel mondo
del volontariato, si è allontanato definitivamente da Napoli trasferendosi
in Veneto per avviare un'attività nel settore della telefonia.