venerdì 28 maggio 2010

I due fratelli erano pronti ad ammazzarsi



Fratelli contro fratelli,
cugini contro cugini, e cognate
contro cognate. Il tutto per la
spartizione di un territorio piccolissimo
ma che permetteva la
sopravvivenza di un gruppo criminale,
quello dei Prinno, che è
in vita dal 1990. Da una parte c’è
Giuseppe Prinno, dall’altra Vincenzo.
Il primo è alleato con i Mariano
dei Quartieri Spagnoli e di
conseguenza con gli Elia e i Mazzarella.
L’altro invece si era schierato
con i Ricci e i D’Amico che
invece contrastavano i nuovi “Picuozzi”
che cercavano di espandersi
tra i vicoli a ridosso di via
Toledo. Una scelta di campo diversa
che ha portato a minacce
pesanti, addirittura di morte. A
dimostrazione di quello che stava
avvenendo ci sono state le intercettazioni
telefoniche e ambientali.
A parlare era Giuseppe
Prinno, con la moglie Carmela
Stefanoni.
L’IMBASCIATA AI SISTEMI
Un colloquio in carcere tra Gianluca
Prinno e suo padre Giuseppe.
Parlano di rotture, imbasciate
e del clima che si respira tra
rua Catalana (zona a di fronte alla
Questura di Napoli) e i Quartieri
Spagnoli.
Gianluca: «Quello mi ha detto:
“Senti tuo padre sta carcerato, e
un ok da tuo padre e ci muoviamo,
ma dato che sta in carcere e
che sei un Prinno pure te, se
scendi con moi risolviamo il problema
».
Giuseppe: «E tu che gli hai risposto?
».
Gianluca: «No, per il momento
non ci muoviamo, però voglio solo
una cosa, che si mandino le
imbasciate a tutti i sistemi nel
senso che il primo che appoggia
a Enzuccio, poi scendete tutti
voi».
RAPPRESAGLIE DELLO ZIO
La conversazione è registrata
sempre nel carcere di Poggiorelae.
Questa volta Giuseppe Prinno
parla con Carmela Stefanoni,
sua moglie, la quale gli riferisce
delle rappresaglie che lo zio cenzo sta facendo ai nipoti. «Gli
sta togliendo i soldi delle estorsioni
al parcheggio». Ecco uno
stralcio della conversazione.
Carmela: «Ha tolto la settimana
ad Ezio».
Giuseppe: «E chi sta facendo
questo?».
Carmela: «Il parcheggio gli ha
tolto».
Giuseppe: «E chi è stato?».
Carmela: «Lui. E quella è la zona
sua, sta facendo dei dispetti
esagerati, non sai come stanno
tutti quelli del vico, i figli tuoi non
se ne importano stanno facendo
la leggenda, ma lo sai io a quella,
se lei ci dice qualcosa, lui lo fa».
LA RISSA TRA PARENTI
Al culmine della tensione tra le
due famiglie, da una parte di
Prinno di rua Catalana (ovvero
quelli di Giuseppe e figli), dall’altra
quella dei Prinno di Palazzo
Ammendola (quella di Vincenzo
e del figlio Christian, c’è
stata una vera e propria rissa alla
quale hanno partecipato tutti
gli uomini del clan. Questo perVinché
Vincenzo Prinno aveva
schiaffeggiato il nipote Salvatore
e alla richiesta di spiegazioni
di quel gesto gli veniva risposto
che stava combinando solo guai.
A raccontarlo, neanche a dirlo sono
loro stessi, finiti tutti sotto intercettazione.
A parlare sono Carmela
Stefanoni e Antonio Prinno.
Antonio: «Allora, che è successo?
».
Carmela: «Ezio stava già sotto il
palazzo, io ho detto guaglioni statevi
attenti che questo è infame.
E ha qualcosa addosso per stare
sotto al palazzo. Ezio non ha capito
nulla e sceso e lo ha ucciso di
mazzate, lo ha ucciso di botte».
Antonio: «E che gli ha detto?».
Carmela: «Che lui fa a fare guai
da tutte le parti che è lui a comandare
da tutte le parti».
LA RISPOSTA ARMATA
A pensare alla risposta da dare
allo zio, che aveva schiaffeggiato
il nipote senza un reale motivo,
è Antonio Prinno. È lui che
chiama Gianluca ed organizza la
rappresaglia. Botte da orbi nelle
quali soccombono Vincenzo e
suo figlio Christian, tanto violenti
che addirittura le tracce ematiche
rimangono al suolo così come
hanno accertato i militari dell’Arma
quando sono arrivati sul
posto. Ma non solo, hanno anche
esploso dei colpi di pistola. Ancora
una volta le intercettazioni
telefoniche rendono il quadro
probatorio molto più limpido. Parlano
Antonio Prinno e sua madre
Carmela.
Antonio: «Allora mamma, dopo
che è successo?».
Carmela: «L’hanno ucciso Sasà,
Gianluca ed Ezio».
Antonio: «E a chi?».
Carmela: «L’hanno ucciso a lui
e a Christian».
Antonio: «Adesso scendo a Napoli
».
Carmela: «Lui se ne è andato dal
quartiere ed è andato dai “sistemi”
».
È UNA GUERRA SCHIFOSA
Luigi Prinno non ha dubbi: quello
che si sta vivendo a rua Catalana
è una guerra ed è schifosa.
È di importante valoro probatorio
ciò che dice il cugino di Antonio,
Gianluca ed Ezio, legato a
Giuseppe. Luigi è intercettato
dalle forze dell’ordine, così come
tutta la famiglia Prinno. Non solo
quando parla al telefono ma anche
in conversazioni ambientali.
Lui proprio mentre cerca di fare
una telefonata pronuncia queste
parole, che sono state poi inserite
nell’ordinanza di custodia cautelare
che ieri ha portato in carcere
sette persone. «Ha detto
questo cosa, è solo una guerra
schifosa, questa». Scrive il gip:
«È chiaro che non ha bisogno di
ulteriori spiegazioni il termine
guerra utilizzato da Prinno per
descrivere la situazione».
DEVI SPARARE IN MEZZO
«Devi sparare in mezzo». Non è
un consiglio che qualcuno dà a
qualcun altro ma l’intercettazione
ambientale captata ascoltando
quello che Luigi Prinno dice
al telefono a suo cugino Gianluca.
In particolare prima dell’inizio
della conversazione telefonica si
sente qualcuno che pronuncia
queste parole: «Poi da là spara là
in mezzo, bum bum bum bum
bum. Devi sparare in mezzo». Dice
la voce captata attraverso il
telefonino.