martedì 25 maggio 2010

«Inguaiato dagli amici di Alberto»

Le sue dichiarazioni sono
precise ed articolate a tal punto
da essere prese in seria considerazione
dalla Procura che punta
sulle sue accuse per aprire uno
squarcio nel regno dei Mazzarella
soprattutto in quelli del Mercato.
Ecco cosa Salvatore Esposito
detto “’o cuzzecaro” dice ai magistrati
della Dda di Napoli in uno
stralcio del suo primo verbale. «Alberto
Mazzarella, fratello minore
di Francesco e Ciro, lo conosco
da quando era piccolo. Ha sempre
avuto dei comportamenti bizzarri
in quanto si attorniava di ragazzi e
pensava di effettuare attività illecite
non coordinandosi con il resto
del clan. Anche per la sua giovane
età era destinato comunque a percorrere
le orme dei fratelli. In sostanza
è una persona poco affidabile
in quanto pensava di poter comandare
da solo. I ragazzi di cui si
circondava erano tutti giovani tra
i quali Emanuele Persico, Umberto
Costagliola, Vincenzo Di
Giuseppe, Eduardo Troianiello,
Emanuele Pignotti detto “’o
russo”. Anche un certo Farid Cinquegrana
detto Raffaele “’o tunisino”
e mio nipote Gennaro
Esposito detto “cap ‘e bomb”.
Molti dei guai che mi hanno colpito
in questa ordinanza derivano
proprio da questi ragazzi portati da
Alberto Mazzarella. Intendo dire
che si trattava di ragazzi giovani e
poco esperti come si ricavava dal
fatto che parlavano troppo al telefono,
circostanza che ci ha fatto
scoprire. Ad esempio il Di Giusep- Alberto Mazzarella, fratello di Ciro e Francesco
LA CAMORRA CHE COLLABORA.
«SONO STATO NELLA COSCA DI GENNARO
PER OLTRE 10 ANNI, MI SONO PENTITO
PERCHÉ MI HANNO ABBANDONATO»
pe praticamente diceva tutto parlando
al telefono». Inoltre Esposito
si concentra soprattutto sulla parte
economica della cosca e su chi
gestisce quello che è considerato
l’impero della cosca. Migliaia di euro,
profitto dei traffici illeciti. «Per
quanto riguarda invece Anna Cirelli
ha costituito sostanzialmente,
dopo l’arresto del marito, il punto
di riferimento principale dell’organizzazione
decidendo tutte le attività
illecite da compiere e le relative
modalità di esecuzione. Tanto
è avvenuto ad esempio nella vicenda
dei Vollaro contestata nell’ordinanza
a mia moglie Annunziata
Imparato. In questa vicenda
mia moglie eera stata mandata
proprio da Anna Cirelli. In altre circostanze
la donna si serve invece
del cognato Natale Ardis, marito
della sorella Maria. Ad esempio
è lui che è andato dai fratelli Lipari
che gestiscono una fabbrica di
fuochi d’artificio a Giugliano che si
presentano a cambiare gli assegni
che la Cirelli riceve da soggetti sottoposit
ad usura con tasso del 6 per
cento mensile. Un altro commercianti
che presta a cambiare assegni
è Pasquale C. che ha un negoio
di import export. In passato fino
a qualche anno fa questa attività
di ripulitura di assegni era gestita
da Loredana Prota e al fratello
Carmine attraverso un supermercato
in via Strettola Sant’Anna alle
Paludi. In sostanza il supermercato
è stato intestato a Prota fin al
nostro arresto del 2006».