martedì 18 maggio 2010

«Patto tra “capitoni” e scissionisti»





«Dico anche che oramai i rapporti tra i Lo Russo e gli scissionisti sono
talmente intensi, frequenti e amichevoli che non rieco nemmeno
a distinguere i due sodalizi come entità tra loro diverse. Aggiungo
anche che, in occasione del matrimonio di un nipote di Cesare Pagano,
seppi che di lì a poco si sarebbe sposato proprio Antonio Lo
Russo, figlio di Salvatore, e che a fare da compare di matrimonio sarebbe
stato Cesare Pagano. Dico questo a ulteriore riprova degli
stretti rapporti esistenti tra loro».
Era il 2 marzo del 2009 quando Antonio Pica, uno dei quattro pentiti
del clan Prestieri di Scampia, raccontò ai pm antimafia che i rapporti
tra i Lo Russo e gli Amato-Pagano si erano stretti e citò l’episodio
del matrimonio. «Posso anche aggiungere che in un’occasione
ho assistito a una discussione tra Vincenzo Notturno e Antonio
Lo Russo, figlio di Salvatore, nel corso della quale i due in tono amichevole
discutevano del prezzo al quale il primo doveva effettuare
una fornitura di 5-6 chili di sostanza stupefacente del tipo cocaina».
A proposito del boss latitante Cesare Pagano, del clan Amato-Pagano
o degli scissionisti, c’è un altro episodio raccontato dai pentiti
agli inquirenti e contenuto nel provvedimento restrittivo del 5
maggio scorso. “Cesarino” cercò di mettere pace tra i Misso e i Torino
nel corso della faida della Sanità. Parola di Giuseppe Misso “’o
chiatto”, che nel corso dell’interrogatorio del 9 luglio 2007 (che fa
parte integrante dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita ieri)
ha raccontato un inedito retroscena. Nel verbale si fanno anche riferimenti
precisi all’alleanza con i Lo Russo per i traffici di droga in
particolare. Ecco alcuni passaggi delle dichiarazioni del collaboratore
di giustizia, con la consueta premessa che le persone tirate in
ballo devono essere ritenute estranee alle vicende narrate fino a prova
contraria.
«Le attività criminali che fanno capo al clan Lo Russo, e quindi a
Salvatore Lo Russo che ne è il capo anche quando il leader era considerato
suo fratello Giuseppe, che si è sempre consigliato con lui,
sono il traffico di sostanze stupefacenti e la gestione delle piazze di
droga nel territorio di appartenenza, come pure le altre attività di tipo
strettamente criminale come le estorsioni e le zioni di fuoco. Tutte
attività compiute da un gruppo di affiliati che fa capo a Raffaele
Perfetto e nel quale vanno menzionati sicuramente Massimo Tipaldi,
Oscar Pecorelli il più giovane, Luigi Pompeo (genero di Salvatore
Lo Russo), tale “Totore” Milano ed altri che sarei in grado di riconoscere
in fotografia».