sabato 22 maggio 2010

Si è pentito Salvatore Esposito

Da un mese ha deciso collaborare
con la giustizia. Ha chiesto
di parlare con i magistrati per raccontare
la sua verità. Si tratta di Salvatore
Esposito detto “’o cuzzcaro”,
esponente di spicco della cosca dei
Mazzarella, in particolare della frangia
di piazza Mercato, gestita dagli
uomini di Gennaro Mazzarella detto
“’o schizzo”. L’uomo, che fu stanato
dopo lunghi mesi di latitanza,
ha deciso di dare una svolta alla sua
vita decidendo di collaboratore con
lo Stato. Adesso sta vuotando il sacco
ed avrà 180 giorni di tempo per
raccontare quanto è a sua conoscenza.
Conosce molti retroscena
importanti e le sue dichiarazioni serviranno
ad inchiodare alle loro responsabilità
i ras della cosca non solo
per i reati di associazione ma anche
per gli omicidi perché Esposito,
oltre a gestire gli affari del clan, in
particolare il business dei cd e dvd
contraffatti, era stato anche nel
commando di fuco della cosca così
come altri collaboratori di giustizia
hanno raccontato. I poliziotti della
Squadra mobile della questura lo
stanarono a Crispano, dove aveva
preso una casa in affitto grazie all'aiuto
di un parente. Sotto il cuscino
aveva una pistola temendo evidentemente
un agguato. Era sfuggito
alla cattura nell’ottobre precedente,
quando fu uno dei bersagli
di un’inchiesta su camorra e vendita
di materiale audiovisivo falsificato
coordinata dal pm Raffaele
Amato della Dda, Salvatore Esposito
si era rifugiato in un appartamento
della cittadina dell’hinterland
a nord di Napoli grazie alla complicità
di un parente. Ma era sempre
sul chi va là, tanto che al momento
dell’irruzione degli investigatori di
via Medina, fu trovato in possesso
di un pistola semiautomatica calibro
9 con matricola cancellata. Secondo
gli investigatori, “’o cuzzcaro”
è un fedelissimo del gruppo
Mazzarella del Mercato e delle Case
Nuove (i cui ras sono considerati
Gennaro Mazzarella “’o schizzo”
e i figli Ciro e Francesco, tutti e tre
però estranei all'inchiesta in cui è
coinvolto Salvatore Esposito). La
moglie, Annunziata Imparato, fu arrestata
a ottobre e per lo stesso procedimento
penale è in carcere al
41bis, a dimostrazione del suo presunto
elevato grado di pericolosità.
Le indagini che portarono all’emissione
del provvedimento di cattura
furono svolte dalla Guardia di Finanza
del Gruppo di Fiumicino e del
Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli.
Attraverso esse, gli inquirenti
della Dda hanno avuto la conferma
che il Mercato era tornato sotto l’influsso
dei Mazzarella dopo il periodo
in cui gli affari illeciti erano controllati
dai Palazzo con l’appoggio
dei Sarno di Ponticelli. Si svolse addirittura
una cena di tutti gli affiliati
al clan Mazzarella per festeggiare
la riconquista del territorio. Le telefonate
intercettate mostrarono, a
partire dal mese di maggio 2009, la
piena ripresa delle attività estorsive
da parte dei Mazzarella. Gli aderenti
al sodalizio, dopo essere stati
a lungo nascosti per evitare possibili
agguati, ricominciarono a muoversi
nel quartiere riprendendo a pieno
ritmo lo spaccio e il racket. Vero
è che, come già documentato nei
mesi di gennaio e febbraio, la raccolta
estorsiva da parte dei Mazzarella,
non si era interrotta, ma di tutta
evidenza sono le telefonate captate
sul punto nel mese di maggio,
a dimostrazione, quindi, che il clan
stava acquisendo nuova forza.