sabato 1 maggio 2010

Un cuore nuovo per il boss TOMMASO PRESTIERI...

Un cuore nuovo batte nel petto di Tommaso Prestieri. Un’équipe medica dell’ospedale Monaldi, due notti fa, ha portato a termine con successo il trapianto che il boss del Rione Monterosa aspettava da anni. Giovedì pomeriggio, appena i sanitari hanno avuto la disponibilità dell’organo espiantato da un donatore, la telefonata ha raggiunto i suoi avvocati, Vittorio Giaquinto e Beatrice Salegna.

Alle sei del mattino successivo il delicato intervento chirurgico era completato. Era diventato un cuore matto, quello di Prestieri. La «cardiopatia ischemica post-infartuale» aggravata da una brutta aritmia e dall’installazione di diversi by-pass non gli regalava grandi aspettative di vita. Il passaggio chirurgico rappresentava l’ultima speranza. Ora, però, con un cuore nuovo e valido, e ovviamente terminato il ciclo di convalescenza, si riapre la questione - tutta giudiziaria - della compatibilità con il regime carcerario. Un punto sul quale si erano alternate perizie e consulenze discordanti.

A fronte infatti di una serie di verdetti di specialisti in cardiologia che confermavano la non compatibilià di Prestieri con il regime carcerario, l’ultima consulenza indicava invece la reversibilità della patologia. Sul versante giudiziario la sua posizione si era aggravata dopo che alcuni familiari, a cominciare dal fratello Maurizio e da due nipoti - tutti pentiti - lo avevano tirato in ballo in relazione a un omicidio, un tentato omicidio e al traffico della droga nelle piazze dello spaccio del Rione Monterosa.

Per questo, davanti ai giudici della Corte d’Assise presieduta da Giustino Gatti, nel corso di un’udienza Tommaso esclamò: «Signor presidente, Caino era un signore rispetto a mio fratello!». Una vita da raccontare, quella di Tommaso Prestieri. Ex marito della cantante Rita Siani, artista «poliedrico»: pittore, poeta, impresario musicali di neomelodici, compare persino nel prestigioso catalogo Bolaffi. Le prime informazioni sul suo conto risalgono ai tempi dell’organizzazione della rassegna “Canzoni per Napoli”, al teatro Arcobaleno.

È lui il “dominus” dello spettacolo, che annovera – agli inizi degli anni Novanta – ospiti d’onore come Fiordaliso, Mal, Bobby Solo, Rosalia Maggio, Nunzio Gallo e Mario Merola. Una vita sempre sulla lama del coltello. Già, perché il volto buono che ostinatamente mostra in occasione delle esposizioni di tele o alla presentazione dei libri di poesia convince poco i magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. I quali continuano a stargli addosso. Sono contestazioni pesanti, quelle che gli vengono mosse: traffico di droga, estorsioni, riciclaggio, armi, contrabbando di sigarette. Arrestato, chiude i conti con la giustizia e torna libero.

Fino a quando i verbali dei pentiti non lo incastrano di nuovo. Nell’ottobre 2008, la Direzione distrettuale antimafia di Napoli lo arresta per il tentato omicidio di un impresario musicale, «reo» di aver organizzato un concerto di Carmelo Zappulla a Secondigliano senza l’autorizzazione del boss. Ora, finalmente, il cuore nuovo. Ma l’operazione non sopisce le polemiche. È in particolare l’avvocato Beatrice Salegna a riaccenderle. «Sono indignata - dichiara al «Mattino» - Perché l’ultima consulenza stilata sul mio assistito è stata affidata a un medico che non era uno specialista di patologie cardiache».