giovedì 8 luglio 2010

Camorra, preso a Licola il boss Cesare Pagano Il capoclan degli «scissionisti» di Scampia nella lista dei 30 latitanti più pericolosi/


Colpo alla camorra: la squadra mobile di Napoli ha arrestato a Licola, sul litorale flegreo, Cesare Pagano, capoclan degli "scissionisti", che negli anni scorsi diede vita con il clan Di Lauro alla sanguinosa faida di Scampia. Il boss, considerato uno dei trenta latitanti più pericolosi, è il capo del clan Amato-Pagano, noto come quello degli "scissionisti" o degli "spagnoli". Clan fortissimo sul territorio napoletano, sia dal punto di vista militare sia da quello economico, controllando il flusso della droga in tutta l'area metropolitana.

IL COVO DEL BOSS PAGANO - FOTO - VIDEO

Era in una villetta di Licola. Pagano era vestito, perché aveva invertito l'ordine delle proprie abitudini, sveglio di notte, a riposo di mattina, ed era in una villetta di via Licola Mare, nel Comune di Giugliano con la moglie, il nipote, il genero e un altro uomo che gli facevano da sentinelle.

Incastrato da una copia de «Il Mattino». Pagano era già sfuggito alla cattura nel marzo scorso. Ma ha lasciato in quella occasione una traccia che ha aiutato gli inquirenti a rintracciarlo. Nel covo dove si era rifugiato, infatti, a Quarto nell'entroterra flegreo, le forze dell'ordine trovarono delle copie delle prime edizioni del Mattino. Da quel momento, gli uomini della Mobile guidati da Vittorio Pisani hanno tenuto d'occhio tutte le edicole eperte di notte e alcuni strilloni: «Una intuizione che ha premiato», ha detto Pisani.

«Intercettazioni indispensabili». Pagano, in quanto boss, è indagato per reati riconducibili al 416 bis e per l'omicidio di Carmine Amoruso, compiuto nel 2005 nell'area nord di Napoli. L'indagine è stata coordinata dal procuratore aggiunto Alessandro Pennaslico nel corso della conferenza stampa con il procuratore Lepore e il questore Santi Giuffrè. Lepore e Santi Giuffrè hanno sottolineato l'importanza della «indispensabile attività di intercettazione telefonica e ambientale, anche per questa inchiesta, e che con la nuova legge non sarebbe stata possibile». Mentre Pennasilico ha ricordato come le vite dei camorristi - anche a livello dei boss - siano vite destinate al fallimento, perché finiscono in carcere o alla morte violenta».

Maroni presto a Napoli. Telefonate di congratulazioni sono arrivate a Lepore e Santi Giuffrè dai presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani e dai ministri Alfano e Maroni, il quale ha anticipato una prossima visita a Napoli per incontrare i protagonisti della cattura.

Il boss era latitante da un anno ed era accusato di associazione per delinquere di tipo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti. Pagano, inserito nell'elenco dei primi trenta latitanti più pericolosi, non era mai stato arrestato in precedenza.

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Pagano era nascosto in una villa a poca distanza dalla spiaggia, insieme con due guardaspalle, il nipote Carmine, soprannominato "Angioletto", anch'egli latitante, e il genero. La polizia ha circondato l'abitazione e ha fatto irruzione, sparando colpi di pistola in aria, a scopo intimidatorio. I tre non hanno opposto resistenza.

Pagano era latitante dal maggio 2009, quando era riuscito a sfuggire alla cattura in occasione di un'operazione della polizia che portò all'arresto del cognato, Raffaele Amato. I due sono considerati i capi del clan degli "scissionisti" che nel biennio 2004-2005 diede vita con il clan Di Lauro alla faida di Scampia, per il controllo della più grande piazza di spaccio d'Europa, che provocò una settantina di morti. Da quello scontro gli "scissionisti" uscirono vincitori e presero il sopravvento sugli avversari nel controllo delle attività criminose, in particolare dello spazio di droga, in tutto il quartiere di Secondigliano.

Il boss dormiva di giorno e restava sveglio la notte. Per sfuggire alla cattura aveva preso l'abitudine di dormire di giorno e stare sveglio di notte. Quando l'hanno arrestato, infatti, il boss degli «scissionisti» Cesare Pagano era vestito di tutto punto, ma non è riuscito a scappare come invece riuscì a fare lo scorso marzo a Quarto, nel Napoletano. In quella circostanza, ha spiegato il capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, proprio l'abitudine di restare sveglio di notte gli consentì di sfuggire all'arresto. Pisani ha anche rivelato che la Polizia si accorse del «trucco» perché trovò nel covo i quotidiani appena stampati, che gli erano stati portati nel corso della notte.

Le accuse. Cesare Pagano è accusato di associazione camorristica, omicidio e traffico di stupefacenti. Oltre a numerosi delitti avvenuti durante la faida con il clan rivale dei Di Lauro, il boss è ritenuto responsabile di altri omicidi avvenuti agli inizi degli anni '90 nel corso di un'altra faida, quella contro il clan Ruocco di Mugnano. Tra quegli omicidi particolarmente odioso quello di Angela Ronga, l'anziana madre dei fratelli Ruocco, assassinata a Mugnano per vendetta trasversale nei confronti dei figli.

Lepore: ne arrestiamo 10 e ne escono 11. «Abbiamo preso tutti i capi degli scissionisti, purtroppo però vediamo sempre che ne arrestiamo dieci e ne escono undici». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Napoli, Giovandomenico Lepore, oggi a margine di una conferenza stampa. Lepore ha commentato con soddisfazione la cattura del boss Pagano, sostenendo che effettivamente la criminalità organizzata a Scampia è stata decapitata. Alla domanda se gli Scissionisti siano ormai in decadenza, Lepore ha risposto: «Penso proprio di sì. Cominciano a diminuire sempre di più e dovrebbero arrivare ad ingaggiare i bambini. Non credo proprio che lo faranno».