giovedì 1 luglio 2010

Cancelli, cunicoli sotterranei e botole: questo è il “Bronx”

«Quando passiamo dalle
parti del “Bronx” ci sono sempre dei
ragazzini che anche in piena notte
sono in strada. Ci guardano con
aria di sfida, con sufficienza e tutto
ciò è deprorevole. Lì è un ghetto
e io mi chiedo come mai nessuno
fa nulla?». Parole accorate e decise
quelle del capitano di Torre del
Greco Pierluigi Buonomo che l’altra
sera ha coordinato il blitz che
ha portato all’arresto di 28 persone.
«Abbiamo anche arrestato il doppio
dell persone ma quello che abbiamo
vissuto ieri resterà nella nostra
memoria». Il “Bronx” e il
“Bronx” e 270 uomini sono riusciti
a stento a tenere sotto controllo la
situazione. «Quando entri in via Taverna
del Ferro e guardi in alto quasi
non riesci a vedere la luce del sole
- ha raccontato Buonomo -. Casermoni
a più piani, tutti collegati
tra loro, con cunicoli sotterranei,
botole e cancellate a protezione degli
appartamenti dei pusher». Nove
casermoni di edilizia popolare,
ambienti degradati, fatiscenti, nella
quasi totalità occupati abusivamente
o gestiti comunque dalla camorra
che provvedeva all'assegnazione
degli alloggi. Lo chiamano
“Bronx”, e si trova in via Taverna
del Ferro, quartiere San Giovanni a
Teduccio, periferia est di Napoli.
Qui l’attività di spaccio di droga si
svolgeva ininterrottamente, “h24”,
come spiegano gli investigatori per
i quali la zona era stata trasformata
in un vero e proprio “centro commerciale”
per la vendita di stupefacenti
dove si trovava di tutto: cocaina,
marijuana, hashish e crack.
Quando alle quattro del mattino è
scattato il blitz, i carabinieri hanno
notato in strada la presenza di ragazzini,
dai 13 ai 15 anni, che probabilmente
svolgevano anch'essi il
compito di vedette. Gli investigatori
hanno anche individuato la rete
di ricettatori degli oggetti (soprattutto
telefonini) che i tossicodipendenti
spesso cedono agli
spacciatori in cambio delle dosi di
droga. «Non sapevamo quello che
facevano in strada. Possiamo supporlo
- spiega Buonomo -. Possiamo
dire che erano delle vedette o
che erano in strada perché non
avevano nulla da fare?. Sembravano
dirci: “questo è il nostro regno”».