giovedì 1 luglio 2010

I pm attaccano: istituzioni assenti

Non si può combattere la
camorra solo con gli slogan. Non si
può decidere di sconfiggere i clan
e disertare le aule di giustizia quando
ci sono le lettere delle sentenze.
È questo il senso dello sfogo dei magistrati
Rosario Cantelmo e Gindomenico
Lepore, a margine della conferenza
stampa per gli arresti del
clan Formicola di San Giovanni a
Teduccio. In particolare il procuratore
aggiunto, dopo aver sottolineato
l'impegno dei magistrati e
delle forze dell'ordine, ha denunciato
la latitanza delle istituzioni e
della società civile. «La società civile
dov’è?» si è chiesto Cantelmo
ricordando che a una recente sentenza
contro il clan di Portici erano
assenti rappresentanti delle istituzioni
locali e delle associazioni». «È
possibile che le altre istituzioni stiano
alla finestra? La lotta alla criminalità
non si predica, si pratica». Via Taverna del Ferro, una delle roccaforti del clan Formicola
Inoltre un altro passaggio importante
è stato fatto sulla legge che
sta per passare in Parlamento sulle
intercettazioni. «Le intercettazioni
sono essenziali e le limitazioni danneggerebbero
le indagini mentre
una regolamentazione appare utile
solo per quanto riguarda la pubblicazione
di atti concernenti la vita
privata», ha sottolineato Lepore.
Inoltre il capo della Procura ha evidenziato
che le indagini si sono basate
soprattutto sulle riprese con videocamere
nascoste (una anche all’interno
di un’ascensore) che hanno
documentato l'attività di spaccio
consentendo di individuare i responsabili.
«Difficilmente senza le
intercettazioni avremmo potuto capire
come si svolgeva il traffico», ha
detto. Un concetto condiviso dal
procuratore aggiunto Rosario Cantelmo,
che ha coordinato l’inchiesta
della Dda. In 40 giorni di osservazione
sono state documentate 870
azioni di spaccio. Tutto ciò «non sarebbe
stato possibile con la nuova
legge», ha affermato Cantelmo. Il
magistrato ha infatti ricordato che la
riforma prevede che intercettazioni
ambientali possono essere disposte
solo negli appartamenti degli indagati
o in uso ad essi», mentre in questa
indagine è stato possibile individuare
gli spacciatori in quanto le
videocamere sono state collocate in
un'ascensore e all'esterno degli edifici
dove si svolgeva l'attività illecita.
Con la nuova legge quindi »l'indagine
avrebbe avuto un pregiudizio
assoluto, anzi non sarebbe proprio
partita», ha detto Lepore.