domenica 11 luglio 2010

Il business della camorra: «Ecco il guadagno di ras e affiliati»

L’interrogatorio di un altro pentito, Rocco
D’Angelo, fa invece luce sull’economia della cosca.
«Prendevo il mensile di 1.500 al mese, che venivano mandate
a casa mia da Giuseppe Angelino detto Peppe ‘o lupo, che era
il mio capo e che si premurò presso i Moccia per farmi avere
la gestione di tre paesi, Frattamaggiore, Cardito e Carditello,
vista l’assenza forzata sul territorio di Cennamo Antonio,
Modestino Pellino e Francesco Pezzella “pane ‘e rano”, che
erano detenuti». Poi continua indicando i nomi dei presunti
attuali componenti della cosca malavitosa. «Francesco
Favella detto ‘o ceccio, Giuseppe Angelino detto Peppe ‘o
lupo, Michele Puzio, Salvatore Scafuto detto Salvatore ‘a
carogna, Gennaro Tuccillo detto Gennaro Sisant (attualmente
referente dei Moccia per Orta di Atella), Antonio Cennamo
detto Tanuccio ‘o malommo (il killer spietato), Modestino
Pellino, Enzuccio ‘o minorenne (di cui non so il cognome e
che ho incontrato una sola volta in un ristorante ad Arzano)».
Parla infine delle zona nelle quali opera il clan Moccia e il
clan Cennamo. «Casoria è gestita da Michelino Puzio e da
Giuseppe Angelino, anche perché né Moccia Antonio, né
Iazzetta Filippo, né Moccia Luigi compaiono mai
personalmente nelle estorsioni da noi commesse».