giovedì 1 luglio 2010

Insidiò figlie di Celeste Giuliano Fu ucciso in mare, tre arresti

Aveva intrattenuto relazioni sentimentali con due ragazze minorenni, figlie di personaggi di primo piano dello storico clan Giuliano di Forcella: per questo fu punito. Portato a bordo di un motoscafo, stordito con una serie di colpi al capo, e poi, dopo averne assicurato il corpo a una pesante ancora, gettato in mare al largo del golfo di Napoli. Il cadavere di Nicola Gatti, assassinato il 30 agosto del ’93, non è mai stato ritrovato, ma oggi è stata segnata una svolta nella vicenda. Sono stati i carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale a risolvere un ‘cold casè della camorra, con l’esecuzione tra Napoli e Formia di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Napoli su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Tre le persone accusate, già affiliate all’ormai disarticolato clan Giuliano, egemone sino al 2002 nel quartiere di Forcella di Napoli, tutti ritenuti responsabili dell’omicidio di Gatti. L’indagine, avviata ad aprile del 2009 e conclusasi lo scorso febbraio, ha consentito di individuare gli autori dell’omicidio, secondo l’accusa, in Giuseppe Roberti, di 60 anni, Salvatore Roberti, di 38 anni e Salvatore Roberti, di 51 anni, rispettivamente marito, figlio e cognato di Erminia Giuliano, molto più conosciuta con il nome di Celeste, sorella di Luigi Giuliano, già capo dell’omonimo clan ma lei stessa ritenuta una vera e propria lady camorra. Le ragazze su cui Gatti avrebbe dovuto vigilare sono le sorelle, minorenni all’epoca dei fatti, Gemma e Milena, rispettivamente figlie di Giuseppe Roberti e della stessa Erminia Giuliano. L’indagine è stata condotta attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia e riascolto e rivalutazione delle intercettazioni telefoniche svolte nel ‘93 nell’ambito di un altro procedimento penale nei confronti del clan Contini.