domenica 11 luglio 2010

A Natale cannoli imposti dalla cosca

Il clan lucrava su tutto, ma
proprio tutto. A partire dalla distribuzione
di dolciumi, in particolare di
cannoli che imponeva nella zona di
Arzano. L’affare della cosca (nella foto
l’arresto di Salvatore Scafuto) è stato
svelato dal collaboratore di giustizia
Carlo Orlano. Ecco nel suo racconto
del 20 aprile del 2007 cosa dice
ai magistrati della Dda di Napoli.
«A questo proposito, ricordo ora che,
un paio di mesi prima dell'uccisione
di costoro, Andrea Puzone e Salvatore,
ho sentito 'o barone, Gaetano Barone che raccontava a mio padre che ‘o
Cecce Francesco Favella aveva tolto l’attività di distribuzione dei cannoli ai
Puzone e l’aveva assegnata a Scafuro o comunque a soggetti collegati con costui.
L’attività della distribuzione dei cannoli era condotta per conto del clan.
Non so dirle i Puzone da chi li prendessero, so solo dire che, durante le feste
di Natale, i Puzone li distribuivano ai bar di Arzano e di Casoria. Andrea Puzone,
inoltre, aveva anche un ragazzo che lavorava per conto suo e che distribuiva
i gelati della Sammontana, sia in Arzano che in Casoria».
A conferma di quanto ricostruito dalle forze dell’ordine grazie al pentito ci sono
anche alcuni intercettazioni telefoniche.
Un Nino non identificato, comunicava a Girolamo Scafuro di aver ricevuto
dalla famiglia di Andrea Puzone l’ordine di sospendere la propria fornitura
al bar “Rosso e Nero” di Arzano.
Nino: «Senti ... ma il fatto del "Bar Rosso e Nero”»
Girolamo: «Eh...».
Nino: «Eh... niente, non posso andarci più; Girolamo: Non ci puoi andare
più...».
Colui che aveva impartito l’ordine, come sarebbe stato chiarito di lì a poco
nel corso della medesima conversazione, erano Andrea Puzone e il figlio.