domenica 11 luglio 2010

Sesso per pagare rate dell’usura

Regolamento di conti
in “natura”, prestazioni sessuali
per saldare i debiti con il clan. Un
disegno criminale costruito ad arte
da Antonio Iorio che in diverse
occasioni, secondo quanto
emerge dall’ordinanza, aveva costretto
una donna che si trovava in
evidenti difficoltà economiche a
subire rapporti sessuali indesiderati
mediante minacce verbali (del tipo:
“Guarda tu non piangi adesso,
ti faccio piangere stasera...Ti faccio
piangere stasera davanti a tuo
marito...”). Minacce pesantissime
nei confronti della donna che se per
caso rifiutava gli “incontri personali”
da lui imposti finiva per essere
soggetta a soluzioni di pagamento
del debito particolarmente
penalizzanti, ad esempio mediante
cambiali da 500 euro l’una.
In alcune occasioni Antonio Iorio,
con la scusa di dover discutere dei
pagamenti ed essendo in una posizione
di forza nei confronti della
debitrice in difficoltà, approfittava della situazione per incontrare la
donna ed ottenere rapporti sessuali (Donna: “Sempre, quante volte sono
venuta, mi dovevi sempre spiegare una situazione che poi si è girata
a... ...”. Iorio: Ah, ...incomp... fatto quando ci siamo visti da vicino, ci
siamo fatti... il rapporto dici tu?....… Io... se ci siamo visti dieci volte, abbiamo
fatto tre volte… guarda.”).
In una delle telefonate tra i due emerge chiaramente che la donna non
si era fatta trovare in casa, malgrado in precedenza Antonio Iorio fosse
riuscito a strapparle un ennesimo appuntamento. La donna si giustificava
con lui dicendo di avere un grave problema personale.
Una “scusa” che mandò su tutte le furie Antonio Iorio il quale, molto
irritato, le comunicava: “Ora vengo da te, tu ora compri delle cambiali…
delle cambiali e me le firmi, così non ci vediamo proprio più, ci vediamo
tramite cambiali!!". Da qui poi subito le minacce: “Io non voglio
vederti, tu prendi le cambiali, tu hai le scadenze fino a maggio 2007, mi
firmi le cambiali di 500 euro l'una... ogni mese 500 euro fino a maggio".
Affermazioni che portavano la donna a tornare sui suoi passi assumendo
nei confronti dello Iorio un atteggiamento più mite al punto che
si trovava costretta a vederlo, nonostante lo facesse contro la sua volontà.
Dalle parole dello Iorio, inoltre, risultava che egli aveva fatto il prestito
insieme con un cugino, che chiedeva conto dei pagamenti della donna.
Antonio Iorio le diceva che, con quello che lei versava ogni mese (100
euro), non pagava neppure gli interessi sugli interessi che frattanto erano
maturati (“I 100 euro che tu gli porti non vale neanche l'interesse sugli
interessi che tu ci stai dando”). In questo modo giustificava il pagamento
“in natura” da parte della donna che disperata si trovava così a
saldare il suo debito “vendendo” il proprio corpo.