lunedì 12 luglio 2010

Un altro colpo ai Casalesi: 17 arresti. In cella anche l'ex assessore Nicola Ferraro


Beni per oltre 1 miliardo di euro sequestrati dai carabinieri nell'ambito di una vasta operazione in corso da questa mattina in provincia di Caserta. Diciassette ordinanze di custodia cautelare sono state emesse, su richiesta della procura distrettuale antimafia di Napoli, per associazione mafiosa, riciclaggio, turbativa d'asta ed altri reati, nei confronti di esponenti di spicco del clan dei casalesi, tra cui il super latitante Antonio Iovine e Nicola Schiavone, figlio del noto 'Sandokan'.
Le indagini condotte dal Ros hanno permesso - si spiega in una nota - di ricostruire l'intero circuito economico di imprese, complessi turistici, appartamenti e terreni, nel quale venivano reinvestiti gli enormi proventi illeciti del sodalizio.
Documentate - si sottolinea - anche le estese infiltrazioni del clan negli appalti pubblici, individuandone la diffusa rete collusiva nella pubblica amministrazione.
Nel corso dell'operazione contro il
clan dei Casalesi che ha portato all'arresto di 17 persone, i
carabinieri hanno sequestrato 138 appartamenti in Campania e nel
Lazio, 278 terreni in Campania, Sardegna, Puglia e Umbria, 54
societa', 600 depositi bancari e postali e 235 auto e moto
veicoli.
Acquisita anche abbondante documentazione relativa agli
appalti in diversi comuni, tra cui quello di Caserta. Dalle
indagini e' emerso il ruolo di primo piano di Nicola Ferraro,
eletto nel 2005 al Consiglio regionale della Campania con i voti
procurati, secondo l'accusa, dal clan in cambio del sostegno per
l'aggiudicazione di appalti pubblici. Nicola Ferraro, titolare
della Eco Campania, azienda attiva nel settore dei rifiuti, era
acerrimo rivale dei fratelli Michele e Sergio Orsi, titolari
della Eco 4 e concorrenti nell'aggiudicazione degli appalti.
Il pentito Oreste Spagnuolo ha rivelato che il killer
Giuseppe Setola, nel corso di un incontro con Luigi Ferraro,
fratello di Nicola, lo saluto' ricordandogli di riferire al
fratello ''che di li' a qualche giorno avrebbe ricevuto un
regalo''. Dopo pochi giorni Michele Orsi fu assassinato a Casal
di Principe proprio dal gruppo di Setola. Per gli inquirenti
sarebbe proprio questo il ''regalo'' cui faceva cenno Setola.
Nell'ordinanza del gip Vincenzo Alabiso, notificata oggi a 17 persone tra cui Nicola Schiavone, figlio del capoclan dei Casalesi Francesco, compare anche il
nome del sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino.
Riferisce infatti il collaboratore di giustizia Raffaele
Piccolo parlando a proposito delle tangenti imposte agli
imprenditori: ''Anche Cosentino e' stato favorito dal gruppo
Schiavone. Cosentino infatti e' titolare di una impresa di
commercializzazione del gas. Io so che Cosentino era favorito
perche' spesso, quale forma di estorsione nei confronti degli
imprenditori, procedevano a dei cambi di assegni che portavamo
agli imprenditori; soltanto alcuni assegni, pero', potevano
essere portati da Nicola Cosentino, ossia quelli per esempio dei
soggetti apicali del clan come Nicola Panaro o Nicola Schiavone.
Voglio specificare che spesso, quando avevamo a che fare per le
estorsioni con imprese piu' importanti, come ad esempio Statuto
di Caserta, onde evitare rapporti tra noi affiliati e
l'imprenditore, le estorsioni venivano pagate in assegni a Iorio
(Salvatore Iorio, attivo nel settore del calcestruzzo e
arrestato oggi, ndr), quello del calcestruzzo, il quale poi
versava tali assegni a noi''.
''Questa modalita' di pagamento - spiega il collaboratore di
giustizia - faceva infuriare per esempio Nicola Panaro o Peppe
Misso, i quali si trovavano nella necessita' di cambiare i
titoli. E cosi' si ricorreva ad esempio ad imprenditori come
Nicola Cosentino o un tale Ulderico, che ha una gioielleria
importante a Casale ed a Teano, o Dante Apicella''.