lunedì 30 agosto 2010

Caso Setola, contromossa della Procura Sì rito al immediato: subito a processo

Mentre Setola puntava in alto, guardava all’Europa per sfuggire al primo ergastolo incassato qui in Italia, la Procura di Napoli non è rimasta immobile. E ha giocato d’anticipo, con una mossa sfoderata in pieno agosto che punta a chiudere il cerchio attorno ai presunti attori di una stagione di terrore camorristico.
Ed è così che pochi giorni fa la Dda di Napoli ha chiesto e ottenuto il decreto di giudizio immediato a carico di Giuseppe Setola e dei suoi presunti fedelissimi, quelli che lo seguirono due anni fa nel corso della svolta stragista dei casalesi. Otto omicidi, una lunga scia di sangue nella terribile primavera del 2008, quando vennero assassinati parenti di collaboratori di giustizia ma anche commercianti «rei» di aver denunciato episodi di racket.

La Dda cala dunque gli assi, mentre il gip Carlo Alessandro Modestino accoglie la richiesta dei pm e firma un decreto di giudizio immediato per otto presunti killer dell’ultima generazione: tra gli imputati, oltre al boss Giuseppe Setola (che è a giudizio anche per la strage di Castelvolturno), anche elementi del calibro di Alessandro Cirillo, Giovanni Letizia, Massimo Amatrudi, Carlo De Raffaele, Ferdinando Russo, John Loran Perham, Davide Granato.

Per loro un processo sprint, grazie al decreto di giudizio immediato che salta a pie’ pari la fase preliminare: prima udienza il prossimo cinque novembre dinanzi alla seconda sezione di Corte d’Assise del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. A firmare la richiesta di giudizio immediato, il capo del pool che indaga sul cartello dei casalesi, il procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho, assieme ai due pm anticamorra Alessandro Milita e Cesare Sirignano.

Ma quali sono gli omicidi su cui dovranno esprimersi i giudici della corte sammaritana? Agli atti scene da horror, violenza gratuita, vittime persone estranee al crimine che credevano nello Stato: l’omicidio di Raffaele Granata, titolare dello stabilimento La Fiorente, ucciso per non aver pagato il pizzo, ma anche l’assassinio di Umberto Bidognetti, padre del collaboratore di giustizia Domenico Bidognetti, raggiunto dai killer nella sua masseria di campagna dove da tempo si era ritirato voltando le spalle alle evoluzioni criminali del figlio; stesso scenario criminale anche per un altro omicidio che vede coinvolta la banda Setola, il delitto di Stanislao Cantelli, zio dei collaboratori di giustizia Luigi Diana e Alfonso Diana.

Processo sprint per presunti killer e gregari, mossa a sorpresa della Dda, proprio mentre a Strasburgo viene rubricato il ricorso «Setola contro Italia», che punta a scardinare il primo ergastolo definitivo del presunto stragista di Gomorra.