domenica 29 agosto 2010

Delitto Pandolfi, pentita sotto torchio

Diciotto domande alle quali la pentita dovrà obbligatoriamente rispondere
e che potrebbero definitivamente mettere la parola fine sull’omicidio
di Gennaro e Nunzio Pandolfi, trucidati dalla camorra in un
raid al rione Sanità. Per quel delitto c’è Eduardo Morra che è stato condannato
all’ergastolo in via definitiva e che si è sempre professato innocente.
Per questa ragione l’avvocato Vittorio Trupiano sono anni
che si batte per ottenere prove che possano portare alla revisione del
processo. Sull’inchiesta ci sono delle pesanti crepe da sanare e una
di questa riguarda una telefonata tra uno dei pentiti e suo fratello nella
quale si ammetterebbe l'estraneità ai fatti di Morra, così come alcune
pressioni dall'esterno per cercare un colpevole a tutti i costi per
quella strage. Una telefonata choc che potrebbe avere dei risvolti clamorosi.
L'avvocato Trupiano ha per questo presentato una richiesta ai
sensi della legge sulle investigazioni difensive e notificata presso il
Centro di Protezione con sede in Roma, di interrogatorio della pentita
Giuseppina Poziello che dopo anni sarà messa sotto torchio. Un interrogatorio
condotto da un pubblico ministero e teso a stabilire una
sola circostanza: verificare se corrisponde o meno alla sua voce quella
registrata su microcassetta. Si tratta di un dialogo avuto tra la donna
e suo fratello Raffaele, nel corpo del quale Poziello avrebbe ammesso
candidamente di aver mentito ai giudici della II Sezione della Corte
di Assise di Napoli, allora presieduta da Pietro Lignola, ben sapendo
il Morra estraneo ai fatti, ma, nel contempo, di essere timorosa a rendere
tale dichiarazione per evitare probabili conseguenze personali
quali l'imputazione per calunnia. Sarebbe poi ancora più raccapricciante
la registrazione di altro dialogo intervenuto tra Raffaele Poziello
e la madre Anna Longotano dove emergerebbe ancor più chiara la
trama ordita ai danni del Morra, oramai detenuto ininterrottamente
dal Marzo del 1999. Questo è quanto potrebbe esserci all'interno di
quella cassetta. Quel supporto audio, così come spiega l'avvocato Trupiano,
venne consegnata allo studio legale dallo stesso Raffaele Poziello
e firmata al pari di altra dichiarazione sottoscritta dallo stesso
Poziello. Il tutto venne depositato dall'avvocato Vittorio Trupiano, unitamente
al suo collega Sergio Simpatico, all'attenzione della “Struttura
Centralizzata presso la Procura della Repubblica di Napoli" nelle
persone ai pubblici ministeri Giuseppe Narducci, Sergio Amato e Filippo
Beatrice sin dal dicembre del 2005. Infine, con due diverse istanze
depositate ai pubblici ministeri Sergio Amato e Paolo Itri il 9 maggio
2009 i due difensori chiedevano alla Procura della Repubblica di Napoli
l'immediata scarcerazione del Morra.Speriamo che il calvario di morra possa finire una volte per tutte
viste le contraddizioni e le tante lacune che lo hanno visto condannare all'ergastolo.