venerdì 27 agosto 2010

Omicidio, scarcerato Trambarulo

Il Tribunale del Riesame di Napoli ha scarcerato Gennaro Trambarulo, accusato
di essere uno dei killer dell’omicidio di Gennaro Baldascini. Una
notizia che ha del clamoroso visto il preciso impianto accusatorio fatto
di decine e decine di pagine di verbali del pentito Luigi Diana che ricostruiscono
per filo e per segno il ruolo svolto dall’ex Licciardi ora passato
con gli scissionisti. Dopo 17 anni dall’omicidio lo Stato è riuscito a
risolvere il caso arrestato i presunti mandanti e gli esecutori materiali
di un omicidio commesso nel 1993. Un delitto per completare la vendetta
per un altro omicidio, quello del padrino Antonio Licciardi, capo
dell'omonima famiglia di camorra di Secondigliano, massacrato nel 1981.
I Licciardi impiegarono 12 anni per farsi “giustizia”, due giorni dopo l’agguato
al congiunto avevano già fatto fuori i due esecutori materiali. Sullo
sfondo la guerra tra La Nco di Raffaele Cutolo e la Nuova famiglia che
negli ani Ottanta fece contare centinaia di morti ammazzati da una parte
e dell’altra. Ma grazie alla collaborazione di diversi pentiti i magistrati
della Dda di Napoli hanno fatto luce sull'omicidio del boss cutoliano Gennaro
Baldascini, detto “’o napulitano”, che controllava gli affari illeciti
per conto della Nco nella zona di Villa Literno. Secondo il “tribunale della
camorra” Baldascini fu ammazzato il 28 novembre del 1993, quando
la Nco ormai esisteva solo nei processi, perchè era stato uno degli ideatori
dell'omicidio Licciardi. Secondo i collaboratori di giustizia, racconti
poi confermati dalle indagini della Dia di Napoli, ad organizzare l'omicidio
di Baldascini furono sei boss, tutti già dietro le sbarre, tranne uno
che è ai domiciliari, che ieri hanno ricevuto un’ordinanza di custodia
cautelare con l’accusa di omicidio. Un delitto deciso sull'asse Casal di
Principe-Secondigliano-Giugliano. Si tratta del padrino Francesco Schiavone
“Sandokan”; del padrino Francesco Bidognetti, meglio noto come
?Cicciotto “e mezanotte”, e del figlio Aniello; di Giuseppe Mallardo, ras
di Giugliano; di Raffaele Maccariello e del ras Gennaro Trambarulo “’o
muntato”, ex fedelissimo dei Licciardi passato poi con gli Amato-Pagano,
che attualmente è detenuto agli arresti domiciliari. Altri due indagati,
lo stesso Gennaro Licciardi “’a scigna” e il ras Raffaele Di Fraia sono deceduti
e quindi sono usciti dall’inchiesta. Il blitz è stato portato a termine
nella notte di ieri dagli “007” della Dia di Napoli con la collaborazione
del Nic del Ministero della Giustizia, che hanno eseguito i provvedimenti
restrittivi emessi dal gip Marcella Suma su richiesta della Dda
di Napoli. Le indagini della Dia, che si sono avvalse anche delle dichiarazioni
rese da più collaboratori di giustizia, hanno delineato lo scenario
in cui maturò l’omicidio del cutoliano Gennaro Baldascini.