mercoledì 29 settembre 2010

«Così comprammo quel perito»

Una prova importante del
processo per il duplice omicidio Ruffano-
Consiglio era costituita da una
intercettazione all’interno di una
macchina nella quale conversavano
Vincenzo Tammaro e Aniello Bidognetti.
La prima a parlare di come i
clan hanno aggiustato la perizia fu
Anna Carrino, compagna di Domenico
Bidognetti, donna di camorra
adesso pentitasi. Ecco cosa dice. «La
sera dopo il processo mi incontri con
l’avvocato Michele Santonastato e
costui mi disse che corrompendo un
perito era possibile ottenere l’assoluzione
di Bidognetti. Mi disse che
poteva far scomparire la voce di Bidognetti
nel senso che poteva cambiare
il timbro della voce ma ci volevano
100mila euro. Avevo quei soldi
e non potevamo perdere sione. I soldi li avevo nascosti all’interno
di uno scarpone da sci. Misi in
una busta i 100mila euro e li consegnai.
Poco dopo mi dissero che quella
perizia era andata bene». Con queste
parole la Carrino ha tirato in ball’occalo
l’avvocato Santonastaso ed ha fatto
di più, lo ha indicato come il vero
regista dell’operazione. Poi ha continuato
parlando anche di Luigi Cimmino.
«È una persona del Vomero
collegata a mio marito Francesco Biso
dicono 4 anni di processo, un processo complesso, adesso ad uno lo
dobbiamo.. incompr... te l’hanno accollato, io glielo dissi là fuori, il Bidognetti
viene assolto, il Cimmino bellissimo processo e gli dissi al Cristofaro
gli accollate il prosciutto, che avete detto signora? Avete capito bene,
è quello che vi sto dicendo ho capito che il prosciutto lo volete accollare
al Cristofaro, stava Cantelli là. Ma io l’ho sempre detto, te l’ho detto
dal primo giorno che lo vedevo malamente».
Cristofaro: «Va bene ormai è passato».
Moglie: «Mai».
Cristofaro: «Vabbé magari si passano una mano sulla coscienza».
fapos
dognetti e sicuramente anche ad
Aniello Bidognetti. Ricordo che nel
corso di un interrogatorio avvenuto
in carcere nel periodo nel quale il Bidognetti
Aniello era latitante, quindi
tra il 1999 e il 2000, Francesco Bidognetti
mi disse di incontrarmi con
suo figlio Aniello e di dirgli che doveva
incontrarsi con Cimmino del
Vomero. Cicciotto non mi spiegò la
ragione di questo incontro ma in
ogni caso, io a seguito di questo colloquio
mi incontrai con Aniello a casa
di mia sorella Maria Carrino a Villaricca
e gli diedi la predetta imbasciata.
Aniello si prese l’imbasciata
e non fece nessun commento. Solo
in seguito scoprii che Cimmino era
coimputato di Aniello nel processo
“aggiustato” per il duplice omicidio».