venerdì 10 settembre 2010

“Costanzo libero”, un gruppo su Facebook

Su Facebook, il social network più famoso del mondo, si può tutto. Si
possono inneggiare ai boss della camorra, Paolo Di Lauro, Raffaele Cutolo,
Vincenzo Licciardi, o anche offrire solidarietà ad un indagato per
omicidio, augurandosi una immediata liberazione. E se quell’indagato
è Costanzo Apice, sotto accusa per il delitto di Mariano Bacioterracino,
il cui nome ha fatto suo malgrado il giro del mondo per un video choc che
gira anche su Youtube, allora l’attenzione è maggiore, così come lo stupore.
Sono ventuno le persone che hanno aderito a questo gruppo che
ha un nome eloquente quanto chiaro: “x (per) tutti quelli che voglio (no)
libero Costanzo Apice...”. Nella descrizione del gruppo c’è scritto: “Un
bacione e un presto ritorno
a casa”. Ci sono
amici e parenti del giovane
ritratto nel profilo
con una foto scattata
dalla polizia durante
il sopralluogo nei pressi
del bar dei Vergini
dove ci fu l’omicidio di Mariano Bacioterracino. Un foto un po’ sgranata
dove si vede il volto di Apice un po’ spaesato ripreso da telecamere
della Scientifica e da quelle delle televisioni private. Un cappellino azzurro,
come quello che indossava il killer del video (che su Youtube lo si trova
inserendo la chiave “omicidio alla Sanità”). In quell’occasione Apice fu
portato su richiesta del pubblico ministero della Dda Sergio Amato sul
luogo del delitto per una superperizia antropometrica e un confronto tra
l’immegine del video e la sua. Quelli su Facebook sono messaggi di persone
che si augurano che presto possa tornare libero: “Tutti quelli che
voglio (no) libero Costanzo Apice, la perizia salava Apice, non c’è somiglianza.
Ti amo vita un presto ritorno a casa”, scrive una donna. O ancora:
“Cos.. (diminutivo di Costanzo, ndr) ti voglio un mondo di bene e
ti penso sempre”, scrive un altra ragazza. E c’è anche il post (il messaggio
lasciato sulla bacheca di Facebook) di un bambino, probabilmente
suo parente perché porta il suo stesso cognome, il quale scrive:
“Ti voglio bene da morire, ti amooooo”.
Eppure il momento della verità
per Costanzo Apice potrebbe
arrivare molto presto, ovvero all’udienza
preliminare che sarà fissata
probabilmente entro la fine di
questo mese. Il giovane, assistito
dagli avvocati Claudio Davino e Michele
Caiafa, tenterà di difendersi
dall’accusa di essere l’assassino di
Mariano Bacioterracino. La Dda
non ha dubbi: è Apice il killer con
il berretto. Una assassino spietato
che ha colpito due volte ammazzando
un rapinatore specializzato negli assalti ai tir. La Procura dunque
non ha dubbi nonostante la perizia sul video dell’omicidio che ancora
lascia aperta una strada. Su una scala da uno a cinque il riconoscimento
è due. La scientifica era entrata in azione come aveva chiesto il pm
Sergio Amato ed aveva, con riprese video molto sofisticate, ripercorso
quei momenti immortalati dalla telecamera di sorveglianza della tabaccheria
della Sanità.
Gli agenti avevano ripreso Apice in tutte le posizioni del killer, lo avevano
vestito come lui e gli avevano fatto indossare anche il cappello. Lo hanno
fatto per comparare i tratti somatici di Apice con quelli del killer immortalato
nelle immagine. Poi il deposito della superperizia. Parzialmente
compatibile: ci sono dei tratti che corrispondono e altri che invece non
possono essere assimilati.