mercoledì 29 settembre 2010

La guerra con i Caiazzo, la vendetta ai Camaldoli

La fine degli anni Novanta segnò
anche la fine del supercartello camorristico
del Vomero che un tempo era capeggiato dal
padrino Giovanni Alfano “’o russo”. E se
l’omicidio della povera Silvia Ruotolo, che si
beccò le pallottole destinate al ras Cimmino e
al suo guardaspalle Salvatore Raimondi (che
rimase freddato sul colpo) segnò la scissione
dei Caiazzo-Cimmino dagli Alfano, il duplice
omicidio Consiglio-Ruffano (nella foto il luogo) segnò quella tra gli
ex amici Cimmino e Caiazzo. L’agguato conto i due reggenti del
clan Caiazzo fu portato a termine il 28 aprile del 1999 in via
Orsolona ai Guantai, sulla collina dei Camaldoli. Giuseppe
Consiglio ed Enrico Ruffano, entrambi quarantaduenni, il primo
detenuto in semilibertà, erano in auto quando il commando di
killer, armato fino ai denti, di cui facevano parte anche i casalesi
del clan Bidognetti, vomitò contro di loro una vera e propria
pioggia di fuoco. Un’esecuzione plateale con centinaia di proiettili
esplosi che fece capire subito agli “007” anticamorra che di lì a
poco ci sarebbe stata la clamorosa risposta di Caiazzo, anche
perché uno dei morti era imparentato con il padrino. E la risposta
non si fece attendere molto. il 19 maggio un commando dei
Cimmino ammazzò il boss Vincenzo Montebello, fedelissimo di
Caiazzo, nella centralissima piazza Massini. Rimase ucciso anche il
fruttivendolo Gennaro Testa.