martedì 5 ottobre 2010

Attirato in trappola e ucciso dal suo clan

Chissà se il cognome avrà influito sulle scelte di Pasquale Malavita, il 43enne
napoletano di Miano ammazzato ieri pomeriggio nella zona della famosa
rotonda “Maradona” tra Giugliano e Villaricca, nel territorio di quest’ultima
cittadina. Aveva precedenti per droga ed era uno di quelli, secondo gli investigatori,
che avevano scelto di passare con gli scissionisti dopo aver gravitato
negli ambienti del clan Di Lauro. Ma almeno per ora, nessuno tra gli uomini
dell’intelligence partenopea ritiene che l’omicidio segni una ripresa della
tremenda faida del 2004-2006. Quasi tutti ritengono molto probabile invece,
che si sia trattato di una punizione interna al clan Amato-Pagano per uno
sgarro. Lo stesso scenario della morte violenta di Francesco Attrice, trucidato
l’11 agosto scorso, al quale la vittima di ieri era molto legato. Entrambi
sarebbero stati attirati in trappola da uomini dei quali si erano fidati.
Pasquale Malavita è stato ucciso alle 20 di ieri in via Consolare Campano, all’incrocio
con via Firenze, nei pressi di un supermercato, circostanza che ha
creato un po’ di panico tra i clienti. Era da solo in sella a una motocicletta
“Sh 300” quando i sicari, due su uno scooter, lo hanno affiancato aprendo il
fuoco. Il sicario seduto dietro ha materialmente eseguito l’omicidio, centrando
il bersaglio designato alla testa e al torace con quattro proiettili. Il
43enne (che avrebbe compiuto 44 anni il prossimo 9 ottobre) è morto sul colpo,
candendo insieme al mezzo pesantemente al suolo.
Sul posto si sono precipitati i carabinieri della compagnia di Giugliano (agli
ordini del maggiore Andrei), che insieme ai colleghi del nucleo investigativo
di Napoli (guidati dal maggiore D’Aloia), di Castello di Cisterna (con il colonnello
Cagnazzo) e del Cis (Centro investigazioni scientifiche) hanno compiuto
i rilievi e cercato eventuali testimoni. Alla fine dei primi accertamenti,
nonostante la consueta omertà registrata in zona, la dinamica dell’agguato
è stata ricostruita con una certa precisione. Pasquale Malavita è rimasto vittima
di un omicidio pianificato a tavolino. I killer infatti, non a caso sono entrati
in azione alla rotonda di “Maradona”: un luogo soprattutto di transito, non
frequentato abitualmente da persone a piedi. Erano sicuri di non sbagliare
bersaglio e questo significa che lo stavano seguendo, naturalmente senza
farsene accorgere. Pasquale Malavita abitava in via Vittorio Emanuele, nel
quartiere napoletano di Miano. Ma era un abituale frequentatore dell’area di
Melito e giuglianese, che sono sotto l’influenza del clan Amato-Pagano. Condannato
in primo grado dopo l’arresto per traffico di droga risalente all’8 febbraio
2006, da tempo era libero e non era finito più nel mirino degli investigatori.
La sua presenza alla rotonda di “Maradona” non ha meravigliato i carabinieri:
pur frequentando in particolare la zona delle “case celesti” a Secondigliano,
aveva amicizie in quella parte della provincia. Ma la pista più seguita
è quella di un appuntamento-trappola.