domenica 31 ottobre 2010

Giustiziato il ras Raffaele Guarino

Dopo l’anno di “casa di lavoro”,
nel 2008, passato a Modena
aveva deciso di restare in Emilia e
si era trasferito prima a Torrile, nella
frazione San Paolo, dove era rimasto
fino al gennaio scorso, e poi a
Medesano, piccolo centro della provincia
di Parma, dove aveva preso
in affitto un appartamento in una villetta
quadrifamiliare in via Fenoglio,
dove viveva da solo. E lì, nel suo letto,
ieri mattina la cameriera ha trovato
il boss Raffaele Guarino, 46enne,
meglio noto cole “Lellucio”, capo
della cosca Guarino-Celeste staccatasi
dal clan Aprea-Cuccaro di Barra
nel 2003, ormai cadavere, freddato
con cinque colpi di pistola, quasi
tutti alla testa. Il camorrista, che era
sottoposto alla sorveglianza speciale
con obbligo di soggiorno e lavorava
come artigiano in una carpenteria,
sotto la sorveglianza dei servizi
sociali, la notte precedente ha
ricevuto la “visita” di qualcuno di
cui si fidava che lo ha freddato probabilmente
usando un’arma con il
silenziatore. Sulla porta d’ingresso
dell’appartamento, gli investigatori
dell’Arma non hanno trovato segni
di effrazione: la vittima ha aperto ai
killer o questi avevano le chiavi. Sul
posto, poco dopo le 10, sono arrivati
i carabinieri che hanno dato vita
alle indagini, avvisando anche i familiari
a Napoli. Come al solito, l’appartamento
in cui è stato commesso
l’omicidio è stato passato al setaccio
dagli “specialisti” del Ris e
qualche risposta potrà arrivare dopo
i rilievi dattiloscopici. Il cadavere
di Guarino è stato portato via dopo
che il magistrato è arrivato in via
Fenoglio e nelle prossime ore sarà
effettuata l’autopsia. Poco dopo, partiti
come un missile da Barra, sono
arrivati i familiari del boss, che hanno
dato vita a scene di disperazione.
Sono arrivati anche alcuni familiari
dal Piemonte ma gli inquirenti
li hanno tenuti lontani.
I vicini di casa del boss 46enne
(avrebbe compiuto 47 anni il 5 dicembre
prossimo) sono stati sentiti
dagli investigatori e tutti hanno ribadito
di non aver sentito niente.
Tra di loro c’è anche Nunzia Visconti,
la moglie di Salvatore Illuminato,
un imprenditore di San Giovanni
a Teduccio trovato morto in
circostanze misteriose ad agosto del
2003: il cadavere fu ritrovato nel bagagliaio
di un’auto ferma su una
piazzola di sosta dell’autostrada (ne
scriviamo nel dettaglio nel pezzo a
piede pagina). «Guarino era uno che
si faceva notare - racconta un inquilino
delle villette quadrifamiliari
di via Fenoglio a Medesano -. Attualmente
guidava un suv della Audi.
Apparentemente no aveva grossi
impegni e usciva di casa sempre
agli stessi orari. Una cosa questa che
lui ostentava: sembrava dire faccio
quello che mi pare. Mi è capitato
spesso di sentirlo discutere di soldi
con altri uomini che venivano a trovarlo.
Tutti a bordo di macchine di
lusso, molte con targa tedesca. Io
diffidavo, non gli ho mai dato troppa
confidenza». I vicini di casa hanno
anche raccontato che tutte le notti,
verso le 2, i carabinieri lo controllavano
nella sua abitazione: una abitudine
che tutti avevano notato e
che aveva fatto capire chi era quell’uomo
che viveva da solo.
Era finito nel mirino dei suoi nemici,
gli Aprea-Cuccaro, già nel 2005
Raffaele Guarino. Ma in quella circostanza
rimase ferito perché la pistola
del killer si inceppò proprio
mentre gli stava dando il classico
dopo di grazia alla testa.