venerdì 22 ottobre 2010

Il compenso per il killer? Un intero stabile dove vivere

«Commise un omicidio e come regalo, ricevette in
dono la costruzione dello stabile in cui attualmente abita tutta
la famiglia Cuccaro». È stato sempre Giuseppe Manco, pentitosi
dopo essere stato arrestato per il duplice omicidio dei fratelli
Capasso, a lanciare gravi accuse nei confronti di Michele
Cuccaro della famiglia dei “Cuccarielli” di via Giovanbattista
Vela. Anche in questo caso, come è ovvio, vale il principio per
cui le persone tirate in ballo dai collaboratori di giustizia
devono essere ritenute estranee ai fatti narrati fino a prova
contraria. «Michele Cuccaro inizialmente era un affiliato e dopo
l’omicidio di Giuseppe Testa avvenuto tra il 1991 e il 1992 in via

Mastellone, commesso da lui e da Andrea Andolfi detto “’o
minorenne”, assunse il ruolo di capo. Già nell’anno ‘91 è
diventato un capo. Infatti, quando fu fondato il clan Aprea, egli
era detenuto per rapina e dal carcere si affiliò. Uscitone,
commise un omicidio e pertanto assunse il ruolo di capo. Come
regalo, ricevette la costruzione dello stabile in cui attualmente
abita. In quanto capo si occupava anch’egli di tutti gli affari
illeciti del clan, compreso il settore della droga e delle
estorsioni. Ogni mattina tutti i responsabili del clan si
incontravano a villa Aprea e pianificavano la giornata nei
diversi settori lavorativi».