venerdì 29 ottobre 2010

La lotta intestina tra i tre ras liberati

I tre fratelli D’Amico liberi da tempo; Carmine Reale da poco scarcerato.
Ecco i ras delle due famiglie di malavita in guerra a San Giovanni a
Teduccio, indicati nella mappa sulla criminalità organizzata della zona
orientale di Napoli. In particolare nell’arco del 2010, dopo una lunga detenzione,
sono tornati a casa Gennaro D’Amico e sull’altro fronte colui
che è stato sempre considerato il capo del clan di Rione Pazzigno: Carmine
“o’ cinese”.
Quando “Ennaro” fu scarcerato, a San Giovanni a Teduccio festeggiarono
con l’esplosione di fuochi d’artificio. Ma le forze dell’ordine lo hanno
subito tenuto particolarmente d’occhio e pur senza riscontrare a suo
carico elementi per indagini penali, dalle loro informative interne è scaturito
per Gennaro D’Amico di via Villa San Giovanni, un avviso orale
che gli fu notificato da uomini della questura di Napoli e del commissariato
di zona.
Il provvedimento è una misura di sicurezza più leggera rispetto alla sorveglianza
speciale e alla libertà vigilata. Nel caso specifico, gli fu imposto
di non frequentare pregiudicati e di non guidare auto blindate, oltre
a prescrizioni ancora più lievi.
Gennaro D’Amico è il fratello di Luigi detto “Gigiotto” e Salvatore “’o pirata”.
Il gruppo è ritenuto in contrasto con i Reale-Rinaldi, ma i tre congiunti
sono liberi da molto tempo e non hanno carichi pendenti. L’ultima
volta che “Ennaro” salì alla ribalta della cronaca fu nell’estate del
2008, quando i poliziotti del commissariato di Ischia lo sorpresero sulla
spiaggia di Lacco Ameno a prendere il sole. Lui, vedendo la sagoma degli
agenti in divisa, ebbe un sussulto ma non cercò di fuggire. Così come
si comportarono gli uomini che erano con lui, probabilmente per garantirgli
l’incolumità, anch’essi bloccati e controllati.