mercoledì 13 ottobre 2010

Preso 'o sbirro, il reggente dei Casalesi Nel covo i libri della Capacchione e Saviano

 Francesco Barbato, 31 anni, è stato fermato dalla polizia a Castelvolturno, nel Casertano. Barbato, irreperibile da mesi è stato fermato in base ad un provvedimento emesso dal Pm della Direzione distrettuale antimafia per associazione camorristica. L'indagato viene ritenuto dagli investigatori il 'luogotenente' di Nicola Schiavone, arrestato nei mesi scorsi e ritenuto a lungo il reggente dell'omonimo clan diretto dal padre Francesco, detto 'Sandokan' in carcere da 12 anni. Barbato è stato fermato dalla polizia casertana mentre si trovava nell'abitazione di un amico, incensurato come lui.
«La cattura di Barbato, è un altro colpo durissimo al cuore dell'organizzazione che sta subendo un'offensiva dello Stato senza precedenti». Lo dice il ministro dell'Interno Roberto Maroni, congratulandosi con il capo della Polizia prefetto Antonio Manganelli, per l'arresto del boss Francesco Barbato eseguito dalla Squadra mobile di Caserta.


Nel nascondiglio di Castelvolturno Francesco Barbato, trascorreva il suo tempo tra il computer e la lettura. E tra i libri acquistati di recente, 'Gomorra' di Roberto Saviano e 'L'Oro della camorra' di Rosaria Capacchione, giornalista del quotidiano Il Mattino sotto scorta. Sono stati gli uomini della squadra Mobile di Caserta a trovare i testi nel villino dove si rifugiava. Barbato quando si è accorto che gli agenti della Mobile casertana, guidata dal vice questore, Angelo Morabito, avevano circondato il villino non ha tentato di fuggire e si è lasciato ammanettare come aveva fatto alcuni mesi fa il suo capo, Nicola Schiavone, il primogenito di uno dei boss storici dei Casalesi, Francesco detto Sandokan

Il personaggio. Francesco Barbato, soprannominato 'o sbirre', secondo le indagini coordinate dalla Dda partenopea, dopo l'arresto di Nicola Schiavone e di altri elementi di spicco dell'organizzazione, era divenuto il principale referente della fazione dei Casalesi facente capo alla famiglia Schiavone. Aveva trovato rifugio in un'abitazione di un incensurato, a Castel Volturno, sul litorale casertano. Dell'uomo si erano perse le tracce il 15 giugno scorso, dopo l'arresto di Nicola Schiavone, figlio del boss Francesco, detto Sandokan, in carcere da anni con condanna all'ergastolo. Il primogenito di 'Sandokan' fu arrestato perchè ritenuto mandante dell'omicidio di tre affiliati alla cosca, Francesco Buonanno, Modestino Minutolo e Giovabattista Papa, uccisi nelle campagne di Villa di Briano per uno sgarro all'organizzazione.


Nel corso di un'altra operazione, all'alba di questa mattina, la Squadra Mobile della Questura di Napoli, al termine di un'indagine coordinata dalla locale Dda, ha arrestato per associazione di tipo mafioso due imprenditori edili affiliati al clan camorristico Zagaria aderente al cartello dei Casalesi. Si tratta dei fratelli Luigi Abbate, 46enne, e Vincenzo Abbate, 55enne. Nell'ambito della stessa indagine, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli e dello Scico, hanno sequestrato imprese edili, immobili e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa 7 milioni di euro riconducibili agli imprenditori arrestati.