mercoledì 3 novembre 2010

Camorra, tangenti sui controlli anti-abusivismo: 4 vigili urbani arrestati

Sono 50 le persone arrestate stamane dalla polizia, nell'ambito di una inchiesta della Dda di Napoli nei confronti di capi e gregari del clan Lo Russo. Tra questi ci sono quattro appartenenti alla polizia municipale del Comune di Napoli, accusati di corruzione.
I Lo Russo controllano i traffici illeciti in una vasta zona della periferia nord di Napoli, tra i quartieri Piscinola, Miano, Chiaiano e Marianella. Tra le attività del clan, la gestione di una piazza di spaccio della droga nel rione Don Guanella, una serie di episodi di usura ed estorsione contro imprenditori e privati cittadini, il controllo di attività di abusivismo edilizio a Miano e Piscinola.

Il decreto di sequestro preventivo disposto dalla Dda nei confronti di alcuni degli indagati include beni per oltre 60 milioni di euro, tra cui una settantina di immobili, oltre 30 società, 76 tra auto e moto e un centinaio di conti correnti bancari.

L'indagine. Un capitolo dell'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip Federica Colucci su richiesta dei pm Sergio Amato e Francesco Valentini, è dedicato alle tangenti sui fabbricati abusivi e alla corruzione di vigili urbani e dipendenti comunali in genere. «Regista» dell'operazione era Gaetano Tipaldi, arrestato questa mattina; Antonio De Alfieri teneva invece i contatti tra il clan e i pubblici ufficiali. I vigili arrestati con l'accusa di corruzione sono Ciro Pellino, Ciro Pierri, Marcello Scuteri e l'ufficiale Antonio Fusco, tutti e quattro in servizio alla territoriale e non nell'antiabusivismo. Per questi ultimi, scrive il gip, «si può ipotizzare un rapporto di dipendenza quasi organica» dal clan, «legata all'intera attività amministrativa nel settore e non al singolo atto dell'ufficio. Si assiste - scrive ancora il giudice - alla completa sostituzione del clan all'apparato statuale, anche nei settori più propriamente amministrativi».

Grazie alle intercettazioni telefoniche è stato anche possibile ricostruire come, a causa di contrasti tra i vigili corrotti e gli affiliati al clan sul denaro proveniente dalle tangenti, in alcuni casi gli abusi edilizi sono stati scoperti e i responsabili hanno protestato con i vertici del gruppo criminale, chiedendo la restituzione delle somme versate. Da parte loro, i Lo Russo rassicuravano sull'esito finale delle vicende giudiziarie spiegando che verbali e denunce erano la prassi, ma l'obiettivo di realizzare l'abuso sarebbe stato comunque raggiunto: «Abbiamo fatto le costruzioni, hanno avuto un verbale e quattro violazioni: stanno ad abitare dentro, belli in grazia di Dio e tutte cose... ogni violazione che tu hai è normale che più soldi devi dare all'avvocato....hai capito o no? Comunque non ti preoccupare, fai fare a me». Il clan era anche al corrente della composizione delle pattuglie di vigili dell'antiabusivismo e dei loro itinerari; più volte gli affiliati rassicurano i muratori, preoccupati perchè hanno visto in giro un'auto della polizia municipale, spiegando che a bordo si trovano persone amiche e che le vetture non sono dirette ai cantieri.