martedì 23 novembre 2010

Delitto di Gelsomina Verde, nuova udienza per Cosimo Di Lauro

Oggi una nuova udiena per il processo dove è imputato
Cosimo Di Lauro (nella foto), considerato il mandante dell’omicidio
di Gelsomina Verde la povera ragazza ammazzata
nel corso della faida di Secondigliano. Attualmente il
pregidicato è detenuto al regime del carcere duro e condannato
in primo grado all'ergastolo per quel delitto e inoltre
ha incassato 30 anni per il reato di associazione camorristica
come capo e promotore della cosca che porta il
suo cognome e che fu di suo padre Paolo detto “Ciruzzo ‘o
milionario”. Cosimo è l’unico imputato e sarà giudicato dinanzi
alla prima Corte d’Assise d’Appello di Napoli, presidente Romerez. In
primo grado ad incastrare alle sue responsabilità Cosimo Di Lauro sono stati
i pentiti. Fu lo stesso giudice di primo grado Isabella Iaselli, estensore della
sentenza della quarta Corte d'Assise di Napoli, che condannava
Cosimo Di Lauro all'ergastolo, ad ammetterlo. «Le
sole intercettazioni ambientali e telefoniche non sarebbero
bastate». Pentiti che hanno aiutato le indagini ed hanno
fatto la differenza. «Maurizio Prestieri va ritenuto credibile
e intrinsecamente attendibile - scrive il giudice - perché
egli ha deciso di collaborare quando ha compreso che
per lui non vi sarebbe stata nessuna prospettiva futura nè
nell'ambito del clan Di Lauro, ormai allo sbando, né nell'ambito
degli scissionisti, che non gli avrebbero mai perdonato
di essere stato fedelissimo dei Di Lauro. Risulta logico che un soggetto,
molto attento e cauto nelle scelte da prendere, abbia compreso che, anche
al fine di salvare la sua famiglia da vendette successive».