mercoledì 3 novembre 2010

«Ero lì quando ammazzarono Formicola»

All’omicidio di Gaetano Formicola, padre di Antonio, assistette involontariamente
nientedimeno che Giuseppe Misso junior, “’o chiatto”, allora giovane
emergente del clan della Sanità. Lo ha raccontato lui stesso ai pm della
Dda e la circostanza potrebbe contribuire perfino a riaprire l’inchiesta. Soprattutto
perché il pentito ha messo a verbale anche i nomi dei presunti
killer, anche se premettendo che glieli aveva fatti Vincenzo Mazzarella. Ecco
alcuni passaggi dell’interrogatorio, con la consueta premessa che le persone
tirate in ballo devono essere ritenute assolutamente estranee ai fatti
narrati fino a prova contraria.
«Mazzarella e Sarno - sostenne Misso junior il 20 luglio 2007 -, erano alleati
ai Formicola e dall’altro c’era l’alleanza Aprea-Cuccaro-Alberto-Reale-
Altamura-Rinaldi. Il primo degli omicidi che ricordo fu quello di una persona
soprannominata “’o giallo” (Antonio Rinaldi, ndr), avvenuto nel 1989,
capo dei Rinaldi, commesso dai Mazzarella. A questo si susseguirono altri
omicidi sugli opposti fronti, sino a giungere a quello del padre di Antonio
Formicola, Gaetano, che fu ucciso dal gruppo contrapposto Aprea-Cuccaro-
Alberto-Reale-Altamura-Rinaldi».
Il collaboratore di giustizia ha poi continuato a parlare dell’omicidio di Gaetano
Formicola (commesso il 27 giugno 1993), rivelando la sorprendente
circostanza che si trovò per puro caso sul posto. «A tale omicidio ho assistito
quale testimone oculare inconsapevole, nel senso che in quell’occasione
ho temuto per la mia incolumità, non sapendo nulla dell’omicidio che
si stava compiendo. Infatti, mi trovavo alla fine di via Marina un po’ dopo
il ponte che porta a San Giovanni. Io mi trovavo a bordo della mia moto da
solo quando ho sentito esplodere dei colpi d’arma da fuoco. La vittima era
a bordo di un’autovettura e si trovava nel senso di marcia contrapposto al
mio. I killer erano in sella a due moto e si avvicinarono alla macchina lato
guida, colpendo il guidatore con diversi colpi esplosi da pistole. I killer avevano
dei cappellini in testa, ma fu tale lo spavento che non mi attardai per
ovvi motivi a controllare meglio la situazione. In un momento successivo al
fatto Vincenzo Mazzarella, ossia quando venne scarcerato, mi raccontò che
a commettere l’omicidio di Gaetano Formicola, padre di Antonio Formicola,
erano stati Pasquale Velotti, Angelo Cuccaro, uno degli Altamura di cui
non il nome di battesimo e se non vado errato, uno degli Alberto».
Il ‘93 fu l’anno in cui il gruppo Formicola ha subito gli attacchi più pesanti.
Il 27 giugno di quell’anno Gaetano Formicola, il fratello più grande, stava
viaggiando in macchina con il genero: Tommaso Sannino, fidanzato della
figlia. I sicari spararono da un’altra vettura, che si affiancò alla loro. Per
il maggiore dei Formicola non ci fu scampo, il congiunto invece si salvò
dopo settimane in ospedale in gravi condizioni.