domenica 14 novembre 2010

I suoi segreti fanno tremare ras e imprenditori

Se Salvatore Lo Russo dovesse essere ritenuto un pentito
credibile, le sue dichiarazioni potrebbero mettere in luce alcuni
aspetti inediti e sicuramente nuovi. Innanzitutto quelle
riguardanti le collaborazioni che lo stesso ras avrebbe avuto con
apparti dello Stato. Chiarire definitivamente dunque tutte le voci
sul suo conto che lo hanno sempre inquadrato come un confidente
delle forze dell’ordine. Per questo si potrebbe aprire uno scenario
importante quanto delicato sui rapporti con apparati dello Stato
infedeli. Il suo ruolo di capo è riconosciuto da molte cosche, ma
oltre quello di boss il ruolo di Salvatore Lo Russo è stato per anni
anche quello di mediatore. Secondo il racconto degli ultimi pentiti
“’o capitone” è stato al centro della pace siglata tra i Di Lauro e
gli scissionisti di Secondigliano, proprio per il ruolo di super
partes che nel corso degli anni si sarebbe costruito addosso.
Avrebbe seduto allo stesso tavolo i ras che poche ore prima si
scannavano e li avrebbe fatti fare pace. Inoltre sarebbe il paciere
della faida di Barra per le sue influenti amicizie con gli Alberto,
in lotta con i Cuccaro. Infine sarebbe stato mediatore anche di
altre guerre e contrasti per la spartizione degli interessi illeciti
come ai Quartieri Spagnoli, per i rapporti con i Russo, e al rione
Sanità, per i collegamenti con i Sabatino e i Torino. Altro aspetto
interessante sul quale potrebbe aprire uno squarcio è il
riciclaggio di soldi. Il clan Lo Russo è una cosca ricca che ha
accumulato un tesoro immenso anche grazie al calcioscommesse.
I soldi sarebbero stati dirottati in esercizi commerciali intestati a
prestanome insospettabili e di caratura altissima e a personaggi
molto popolari. Per questo la Procura si mostra interessata ai suoi
racconti che se fossero ritenuti genuini potrebbero portare a degli
“scossoni” non indifferenti anche nel mondo imprenditoriale
partenopeo. Lo dimostra l’ultima retata contro la cosca di Miano
dove la polizia è riuscita a sequestrare un patrimonio di oltre
nove milioni di euro.