giovedì 4 novembre 2010

Il pentito svela quattro lupare bianche

Un solo pentito, Mariano
Grimaldi, utile a dare forza ad
una ordinanza che era già forte
di per sé ma che aveva bisogno
di riscontri esterni. E proprio perché
il pentito era intraneo al clan
Lo Russo ha saputo i retroscena
di una strana sparizione che
adesso si tinge ancora di più di
mistero. Quattro affiliati che secondo
il collaboratore di giustizia
sono stati uccisi dallo stesso clan.
Sono state le sue dichiarazioni del
26 settembre del 2009 a fare luce
su quella storia che già il nostro
quotidiano aveva trattato in
esclusiva un anno fa. Nelle sue
dichiarazioni spontanee ha dichiarato
di essere molto turbato
per quanto accaduto a quattro
persone della sua cosca, vittime
secondo lui di lupara bianca. Ecco
cosa racconta ai magistrati il
31 luglio dello scorso anno. «Sono
stato affiliato al clan Lo Russo
fino a quando non è maturata in
me qualche giorno fa la decisione
di collaborare con la giustizia», ha
detto come incipit. Ha raccontato
di essere detenuto per porto di
arma da guerra e che la sua necessità
di girare armato «per me
come per altri affiliati è legata al
clima di diffidenza che negli ultimi
tempi si registra all’interno del
clan». «Dico subito che la vicenda
eclatante per alcuni di noi è rappresentata
dal fatto che quattro
affiliati del calibro di Francesco
Russo detto “dobermann”, il figlio
Ciro, Vincenzo Moscatelli, Raffaele
Graziano sono stati uccisi
stesso dal clan. Questo è un mio
pensiero nel senso che non vedo
altre ragioni per la loro scomparsa
e dico anche che poiché ultimamente
in occasione di un furto
presso la mia abitazione ero rimasto
privo di pistola chiesi a
Oscar Pecorelli detto “‘o malomm”,
se me ne desse una. Questi
mi chiese a cosa mi servisse e
perchè avessi la necessità di girare
armato ed io non esitai nel
dirgli che ero preoccupato perchè
quattro nostri compagni erano
scomparsi. Lui, come a volermi
tranquillizzare, disse di non preoccuparmi
“è tutto a posto, fa
conto che non è successo niente”,
tenuto conto anche del modo
in cui mi disse ciò ebbi conferma
di quello che pensavo. Non
so però nulla di questo episodio
ed anzi dico che hanno fatto diffondere
la voce che si sono allontanati
e che in particolare Graziano
“sarà morto da qualche parte
a causa dell’abuso di sostanze
stupefacenti che faceva”». Una
storia che ovviamente ha bisogno
di verifiche ma che gli inquirenti
prendono molto in considerazione
in quanto Grimaldi è ritenuto
un pentito credibile: «Ho fatto
parte del commando di fuoco
dell’autoambulanza».