giovedì 18 novembre 2010

LA CATTURA DI 'O NINNO Voleva fuggire da un terrazzo

 Il superlatitante Antonio Iovine arrestato nel pomeriggio a Casal di Principe è stato catturato mentre tentava di scappare attraverso il terrazzo di una villetta di via Cavour. 'O Ninno si nascondeva in una intercapedine ricavata all'interno dell'abitazione di proprietà della famiglia Borrata. Il superlatitante non aveva con sè armi.
Il questore Santi Giuffrè ha dichiarato a Sky che il boss ha tentato una timida reazione, poi si è arreso.


Nato il 20 settembre del 1964 a San Cipriano D'Aversa, Antonio Iovine, soprannominato o'ninno per la sua faccia da bambino, era inserito nell'elenco dei trenta latitanti piu' pericolosi d'Italia. Iovine e' insieme a Michele Zagaria uno dei principali boss del clan camorristico dei Casalesi. Era ricercato dal 1996 e nel luglio 1999 sono state diramate le ricerche in campo internazionale. Il 19 giugno 2008, nel processo d'appello del maxiprocesso Spartacus, Antonio Iovine viene condannato alla pena dell'ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. Nel maxiprocesso e' condannato anche per omicidio. Negli ultimi anni, arresti e sequestri patrimoniali hanno fatto terra bruciata attorno al boss, che si e' pero' reso irreperibile per ben 14 anni. A novembre 2009 viene arrestato uno dei suoi nipoti insieme a un ispettore di polizia e un carabiniere accusati di essere le talpe dei Casalesi. Prima ancora, a marzo dello stesso anno, era finita in manette la sorella Anna per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni della cognata. A febbraio 2010, l'arresto eccellente che fa pensare a una piu' vicina cattura del superlatitante. In un appartamento di San Cipriano D'Aversa, dove Iovine e' nato e cresciuto, viene sorpreso dopo una lunga indagine, Corrado De Luca, 42 anni, ritenuto braccio destro del boss e condannato a otto anni nel processo Spartacus. De Luca e' considerato dagli inquirenti uno degli uomini piu' legati a Iovine, capace anche di gestire affari e interessi del clan a Roma, dove Iovine e' stato sempre molto attivo.
Con il superlatitante Michele Zagaria, Antonio Iovine, arrestato oggi dalla polizia, e' considerato il capo storico del clan dei Casalesi. Quarantasei anni, nativo di San Cipriano d'Aversa (Caserta), Iovine, soprannominato o'Ninno, era nell'elenco dei trenta latitanti piu' pericolosi d'Italia. Latitante da 14 anni, Iovine deve scontare la pena dell'ergastolo comminata nei suoi confronti in sede di appello al maxiprocesso Spartacus, nel giugno del 2008. Componente con Zagaria della diarchia che dalla latitanza ha diretto gli affari criminali del clan, Iovine e' considerato il 'boss manager', la mente affaristica del sodalizio impegnato tra le altre attivita' anche nel business della spazzatura. A lui viene attribuita la capacita' del clan di espandere i propri interessi ben oltre i confini campani. E' Iovine, per gli inquirenti, a rappresentare per anni la camorra che fa affari e che ricicla i proventi delle attivita' illecite, droga e racket su tutte, nell'economia pulita e nel business del cemento fino a costruire l'impero di 'Gomorra', come testimoniato dai continui sequestri di beni disposti da parte della magistratura.


Ressa per la presenza di molti fotoreporter ma anche felicità tra i poliziotti all'arrivo nella Questura di Napoli del boss del clan dei casalesi, Antonio Iovine. Il superlatitante è giunto accompagnato dal capo della Squadra Mobile di Napoli, Vittorio Pisani, che viaggiava nella stessa autovettura. Una volta entrati nel garage della Questura, Pisani lo ha prelevato personalmente dall'auto per condurlo negli uffici del questore.